Germania, a Colonia la “Pizza Riina” e “Cosa nostra”: scoppia la polemica

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La ‘Pizza Riina’ costa 6 euro e 20 ed è composta da peperoncino, olive e carciofi. La ‘Pizza Cosa nostra’ costa un euro in più, ma ci sono anche i pomodori freschi, la mozzarella e il parmigiano. Sono solo due delle ‘specialità’ che i clienti possono trovare presso la ‘Pizzeria Mafiosi’ di Colonia, in Germania. Proprio così. Pizzeria Mafiosi. Un ristorante che su Facebook ha come profilo l’immagine del Padrino. Un altro caso, dopo la bufera scoppiata, nei mesi scorsi, su una pizzeria di Francoforte che aveva deciso di chiamarsi ‘Falcone e Borsellino’. Un ristorante con le pareti traforate di proiettili, con le foto dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi nelle stragi del 1992 a Palermo. Accanto ai giudici, il proprietario del ristorante, il tedesco Costantin Ulbrich, aveva scelto di accostare l’immagine di don Vito Corleone, protagonista de ‘Il Padrino’, interpretato da Marlon Brando. Ma la sorella di Giovanni Falcone, Maria, aveva presentato ricorso al tribunale tedesco denunciando la violazione della memoria dei due giudici chiedendo di inibire l’uso del nome Falcone e Borsellino. Ma nonostante i giudici tedeschi non abbiano dato ragione alla sorella del giudice, a dicembre il proprietario decise comunque di cambiare nome.

L’associazione ‘Mafia Nein Danke’ è nata nel 2007 dopo l’attentato di Duisburg, quando vennero uccise sei persone davanti a un ristorante italiano. Nel 2016 l’associazione diretta da Mattioli, che vive a Berlino, avviò una campagna di sensibilizzazione per evitare proprio l’utilizzo di parole “come ‘Mafia’, o ‘Il Padrino’ – racconta Mattioli – e abbiamo notato che l’uso di queste parole avviene sia in ambito italiano che tedesco, ma il significato è ben diverso. Perché se un italiano usa il nome del boss Riina per una pizza vuol dire qualcosa di completamente diverso rispetto all’uso che ne fa un tedesco. Perché i tedeschi fondamentalmente sono ignoranti in materia. C’è meno consapevolezza”. In quel contesto arrivarono “una ventina di segnalazioni” e “poi abbiamo fatto una mostra in ente di formazione a Berlino e in più abbiamo parlato con imprenditori e abbiamo chiesto per quale motivo avessero usato queste parole”.

“In Germania abbiamo una crescita pazzesca – dice – c’è tanta gente che chiede come può partecipare all’associazione ‘Mafia Nein Danke’, ma siamo radicati in un contesto tedesco, facciamo da tramite tra l’Italia e la Germania”. L’associazione lavora anche “per fermare il riciclaggio nell’edilizia”. E anche grazie a loro in Germania è stata approvata una norma. Così come nelle scommesse on line. E adesso “stiamo lavorando sulla confisca”.