Germinazioni di materia di Mario Palma, il colore che crea la luce

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di Fiorella Franchini

“Gli scienziati dicono che siamo fatti di atomi, ma un albero mi ha sussurrato che siamo fatti di sogni, – ha scritto Fabrizio Caramagna – un’onda mi ha detto che siamo fatti di viaggi, un bambino che gioca con le fate mi ha raccontato che siamo fatti di meraviglia”. C’è il mondo dentro l’ispirazione creativa di Mario Palma.

Quanto ha inciso nella tua arte la formazione partenopea?
Molto, grazie a Maestri come Francesco Galante, Verdecchia, e successivamente ai proff. Fulberto Pettinelli, Nicola Gambedotti e Leardo Rossi della Scuola d’Arte di Urbino. Purtroppo i miei contatti con la realtà artistica partenopea, compresa la frequenza presso l’Accademia di BB.AA. di Napoli, si sono interrotti a causa del trasferimento, nei primi anni 60, nel Lazio per ragioni di lavoro. La vicinanza con Roma è stata determinante per la mia formazione artistica, in quanto i frequenti contatti con artisti, che operavano nella capitale, mi hanno orientato verso un linguaggio pittorico fantastico e surreale.
Come si è sviluppato negli anni il tuo lavoro?

Il mio lavoro si svolge per cicli tematici. Ne cito solo uno, per me molto significativo, “Petra la genesi del colore”. Nel 2003, dopo un viaggio nell’antica città di Petra, c’è stata una radicale svolta nella mia pittura che ha segnato il passaggio dal figurativo “all’astratto” attraverso un’attenta elaborazione dei colori e delle stratificazioni della roccia di arenaria di questo fantastico sito archeologico
Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Tutto ciò che mi circonda, come la natura, o anche le cose più comuni, come il legno “corroso”, “macerato” dal tempo e dalle intemperie diventano materia e fonte d’ispirazione per un nuovo ciclo pittorico, come è avvenuto recentemente negli “Xilemi – Le soglie dell’immaginario”.
Che cosa rappresenta il viaggio per la tua esperienza pittorica?
I viaggi sono per me una fonte inesauribile d’ispirazione e determinanti per lo sviluppo ed elaborazione di miei dipinti. “Policromie modellate dal vento”, “I silenzi dell’aurora”, in cui il tema principale è il Sahara, testimoniano quanto i viaggi influiscano sulla mia produzione.

A Napoli è tornato con quindici opere esposte nella galleria curata da Ilia Tufano Movimento Aperto in via Duomo, per tutto il mese di maggio, dal titolo Germinazioni di materia. Olio su tela i cui colori abitano lo spazio e mirano direttamente al cuore e alla mente per suscitare in maniera immediata emozioni e riflessioni. Non sono quadri che si possono spiegare e tradurre in parole; non ci sarebbe bisogno di dipingerli. E’ piuttosto una pittura che mette a tacere il linguaggio e fa danzare la vista insieme a un moto profondo di coscienza e d’immaginazione. Secondo il critico Marcello Carlino “Palma raccoglie i legati memoriali della materia e li dispone in sequenza, ne fa movimento di corrispondenze potenziali”. Lavora sull’immagine della pietra come metafora della terra, sulla sua solidità e sulle sue trasformazioni, insegue la natura senza poterla afferrare ma ci restituisce la sua condensazione di emozioni.

Quale materia stai indagando adesso con la tua creatività?
Sto traendo ispirazione dal legno e dalle cortecce di alberi secolari, materiale che, elaborato al computer, fornisce risultati sorprendenti e inaspettati che poi verranno riportati su tela con pigmenti a olio.

C’è nella pittura di Mario Palma un contemporaneo bisogno d’immedesimazione con le cose e di astrazione, nel quale, scrive Sandro Bottoni, “perennemente si interroga e interroga la vita, l’uomo, la natura, i luoghi, il tempo, lo spazio, prospettando altri orizzonti fisici e spirituali in armonia coi sussurri della sua coscienza”. Segni, colori, elementi quasi primordiali che sprigionano energie sottili e trascendenti e intercettano la vitalità profonda dell’osservatore. “In natura, la luce crea il colore. Nella pittura, il colore crea la luce”.