Giappone, il Paese dove tutto è Etichetta

103

Il Giappone è senza ombra di dubbio il paese dell’etichetta.
Sin da bambino ho vissuto e capito perfettamente come ci si comporta specialmente quando ci si trova in pubblico.
Questo mi è stato inculcato dalla mia famiglia (commercianti di coralli e perle) da Kobe.
Un modo di comportarsi certamente con un alto tasso di perbenismo e rispetto verso tutto e tutti.
Il Giappone secondo il mio punto di vista è il paese dell’Etichetta.
La vita sociale in Giappone non può fare a meno delle regole e del protocollo.
In privato il comportamento è libero, ma in pubblico bisogna rispettare le regole ed essere attenti nei comportamenti.
Cosa carina è usanza esprimere amicizia vera e propria nei confronti di amici in particolar modo dei vicini di casa, inviando loro in dono frutta o dolci.
Questo avviene mediante il Fukusa, un vassoio che viene a sua volta reso e coperto in un fazzoletto di seta.
Altra etichetta molto importante e rispettosa per la padrona di casa è togliere le scarpe quando si entra in una casa.
Una volta entrati nell’ingresso il genkan le calzature vanno riposte e posate su di un lato.
Per questo consiglio agli amici di indossare scarpe senza lacci, più facile da togliere.
Un sorriso è sempre vincente.
Fin da piccoli in Giappone ci si impara che la conversazione a tavola va mantenuta al minimo se non si vuole passare per maleducati..
La voce bassa in particolar modo nei ristoranti.
Ovviamente oggi le cose sono un tantino cambiate, ma sempre rispettosi, anche il gesto più semplice in Giappone è fatto con attenzione e regola.
Assistere poi all’Ojiki (l’inchino) è tra le cose che sempre mi hanno colpito in Giappone da giovanissimo, persino nei treni tra un vagone ed un altro il controllore prima di lasciare la carrozza si gira e si inchina, per un doveroso rispetto ai passeggeri, come pure il non svegliare i passeggeri per il controllo del biglietto.
Anche negli affari in ufficio a Kobe tra una vendita ed una compera di partite di perle coltivate e coralli ho sempre assistito all’Ojiki, e mi chiedevo sempre quante volte dovevo inchinarmi per ringraziare.
In Giappone non si usa dare la mano ne stabilire un contatto fisico, la gioia ed il dolore si manifesta con un movimento delle labbra; la vera riverenza infine è quella in ginocchio erede dell’antico dogeza di memoria medievale.
Credetemi ma è stato per me tutto di grande insegnamento, un consiglio a chi può farlo è portare i ragazzi (teen agers) età molto importante a visitare il Giappone.
Buon intendimento poche parole.