Giappone, segnali incoraggianti dal manifatturiero

45

Borsa italiana in ribasso, stamane, in apertura: il Ftse Mib segna -0,82%, il Ftse Italia All-Share -0,81%, il Ftse Italia Mid Cap -0,88%, il Ftse Italia Star -0,52%.

Mercati azionari europei in calo: DAX -0,9%, CAC 40 -1,4%, FT SE 100 -0,9%, IBEX 35 -1,2%.

Le chiusure di ieri a Wall Street: S&P 500 -0,12%, Nasdaq Composite -0,05%, Dow Jones Industrial -0,17%. I future sui principali indici USA attualmente sono in ribasso dello 0,2-0,3 per cento.

Lieve rialzo per Tokyo con il Nikkei 225 che chiude a +0,23%. Incerte le borse cinesi: a Shanghai l’indice CSI 300 termina a +0,01%, a Hong Kong l’Hang Seng a -0,35% circa. Euro sopra il minimo di ieri contro dollaro. EUR/USD al momento oscilla in area 1,0650 dopo aver toccato ieri quota 1,0593, minimo da aprile.

Mercati obbligazionari europei positivi in avvio. Il rendimento del BTP decennale rispetto alla chiusura precedente scende di 2 bp all’1,52, quello del Bund cede 1 bp allo 0,52%. Lo spread è quindi in calo di 1 bp a 100.

Borse asiatiche

Seduta contrastata per i mercati asiatici, appesantiti dal declino dei corsi delle materie prime innescato dall’ennesimo rafforzamento della valuta Usa.

Il Dollar Index, che monitora la divisa di Washington nei confronti delle sei principali valute, ha toccato in overnight il massimo degli ultimi 12 mesi, non lontano dal picco di 12 anni a 100,39 punti raggiunto lo scorso 13 marzo. Se il dollaro sia o meno in grado di superare tale picco lo diranno le mosse della Federal Reserve nei prossimi mesi. I mercati attualmente si muovono su previsioni di due rialzi dei tassi il prossimo anno dopo quello, sempre più probabile, di dicembre. Ma c’è chi, come Goldman Sachs, prevede addirittura quattro rialzi da 25 punti base nel 2016. Intanto i corsi del rame continuano a muoversi intorno ai minimi di sei anni e mezzo, così come quelli dell’alluminio (nonostante un lieve recupero).

Oro e argento restano ai minimi di sei anni, mentre il platino è scivolato addirittura ai livelli più bassi dal 2008.

La seduta contrastata viene confermata dalla performance in altalena dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che tra alti e bassi si muove comunque intorno alla parità.

Dopo una seduta di modesto declino per i principali indici di Wall Street lunedì, e riaprendo gli scambi per l’ottava (nella precedente giornata Tokyo è rimasta chiusa per la celebrazione del Kinro-Kansha no hi, la Festa del lavoro e del ringraziamento), il Nikkei 225 ha registrato un progresso dello 0,23% limitato dalle performance di titoli legati alle materie prime come Sumitomo Metal Mining (in perdita di quasi il 2%).

Sfiora invece un guadagno del 14% Sharp, sulla possibilità che le banche finanziatrici possano rinunciare ai crediti vantati per facilitare un salvataggio guidato da un fondo pubblico per la conglomerata da tempo in crisi. Sul fronte macro, segnali incoraggianti dal manifatturiero in Giappone, consolidatosi sopra alla soglia di 50 punti che separa crescita da recessione ai livelli più alti dal marzo del 2014. La lettura preliminare dell’indice Pmi stilato da Markit/Nikkei si attesta infatti in novembre a 52,8 punti contro i 52,4 punti di ottobre, rivisti dalla lettura preliminare di 52,5 punti (51,0 in settembre e 51,7 punti in agosto) e contro i 52,1 punti del consensus.

Dopo avere toccato i massimi dell’ultimo mese lunedì, la piazza di Sydney segna la peggiore performance della regione. Declino comprensibile visto lo stretto legame dell’Australia con il settore delle materie prime, ma la flessione dello 0,95% registrata dall’S&P/ASX 200 si spiega anche con le prese di beneficio, considerando che complessivamente l’economia del Paese sta fornendo indicazioni positive (grazie a recenti dati macro relativi a lavoro, fiducia dei consumatori e vendita di auto). Seduta positiva, invece, per Seoul, grazie al guadagno dello 0,63% registrato dal Kospi. Complessivamente in territorio negativo le Borse cinesi, con la sola eccezione del progresso intorno all’1% dello Shenzhen Composite (che lunedì era stata la piazza peggiore della Greater China, con un calo dello 0,75%). A circa un’ora dalla chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in moderato declino.

Pesano ancora i timori per una tornata di Ipo, dopo che un paio di settimane fa le autorità cinesi avevano annunciato la fine della sospensione dei collocamenti (decisa in estate nel pieno del sell-off abbattutosi su Shanghai), che potrebbe togliere liquidità ai listini. Sono 28 le società pronte al debutto prima della fine dell’anno. Leggermente peggiore la performance di Hong Kong, con l’Hang Seng in declino di quasi mezzo punto percentuale (mentre l’Hang Seng China Enterprises Index, sotto indice di riferimento per la Corporate China sulla piazza dell’ex colonia britannica, è in calo di circa lo 0,70%).

Borsa Usa

A New York i principali indici hanno chiuso la prima seduta della settimana in leggero calo. Il Dow Jones ha lasciato sul terreno lo 0,17%, l’S&P 500 lo 0,12% e il Nasdaq Composite lo 0,05%. I listini hanno consolidato i guadagni della settimana scorsa in vista del Thanksgiving. Inoltre le cifre macroeconomiche pubblicate in giornata sono state deludenti. Markit ha reso noto che nel mese di novembre l’Indice PMI Manifatturiero (stima flash) è sceso a 52,6 punti dai 54,1 punti del mese precedente. La rilevazione di novembre evidenzia il minor tasso di crescita dell’attività manifatturiera da ottobre 2013. Le vendite di abitazioni esistenti sono scese in ottobre del 3,4% rispetto a settembre. Il dato è risultato inferiore al consensus fissato su un decremento del 2,3%.

Sul fronte societario Tyson Foods +10,15%. Il gruppo alimentare ha annunciato una trimestrale con cifre in crescita. I ricavi sono aumentati a 10,506 miliardi di dollari da 10,105 miliardi dello stesso periodo di un anno prima mentre l’utile è cresciuto a 258 milioni da 137 milioni. Escluse le poste straordinarie l’Eps si è attestato a 0,83 dollari. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,87 dollari su ricavi per 10,141 miliardi.

Diebold -6,69%. Il produttore di bancomat ha raggiunto un accordo per rilevare la concorrente tedesca Wincor Nixdorf per 1,7 miliardi di euro (debito incluso). Pfizer -2,7%. Il colosso farmaceutico ha annunciato l’acquisto della rivale Allergan (-3,44%) per 160 miliardi di dollari in azioni. Dalla fusione nascerà la prima azienda farmaceutica del mondo.

GameStop -4,18%. La catena di negozi di videogame ha pubblicato una trimestrale inferiore alle attese. Nel terzo trimestre l’utile è rimasto sostanzialmente stabile a 56 milioni mentre i ricavi sono calati del 4% a 2,01 miliardi. Escluse le poste straordinarie l’utile per azione si è attestato a 0,54 dollari. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,59 dollari su ricavi per 2,13 miliardi.

Kellogg +3,5%. Credit Suisse ha alzato il rating sul titolo del produttore di cereali a outperform da neutral.

Alcoa +4,43%. L’hedge fund Elliott Associatesi è arrivato a detenere il 6,4% del capitale del produttore di alluminio.

Europa

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso in vista della pubblicazione dell’IFO tedesco (fiducia delle imprese). Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,6%, il Cac40 di Parigi l’1,3%, il Ftse100 di Londra lo 0,7% e l’Ibex35 di Madrid l’1,1%. In Germania, il Pil nel terzo trimestre è cresciuto ad un ritmo più sostenuto rispetto ai mesi precedenti. Il dato ha evidenziato infatti un incremento dello 0,3% su base trimestrale confermando la lettura preliminare. Su base annuale la crescita si è attestata al +1,8%. In Francia la fiducia degli imprenditori a novembre è diminuita a 102 punti dai 103 punti del mese precedente, deludendo le aspettative degli analisti fissate su un indice pari a 103 punti.

Italia

Piazza Affari ieri ha chiuso in rialzo aumentando i guadagni nel corso della giornata dopo un avvio debole. Il listino milanese ha virato al rialzo dopo la pubblicazione degli indici Pmi della zona euro. La lettura preliminare di novembre del Pmi manifatturiero si è attestata a 52,8 punti contro i 52,3 attesi dagli analisti, mentre il Pmi servizi ha raggiunto quota 54,6 punti rispetto ai 54,1 punti previsti dal consensus.

Sul listino milanese hanno brillato i titoli del comparto bancario e, nonostante lo stacco cedola di alcune big abbia pesato per circa lo 0,2%, l’indice Ftse Mib ha chiuso con un progresso dello 0,70% a punti 22.294 punti.  

I dati macro attesi oggi
Martedì 24 novembre 2015

02:35 GIA Indice PMI manifatturiero (prelim.) nov;

08:00 GER PIL (finale) T3;

08:45 FRA Indice fiducia imprese nov;

10:00 ITA Indice salari contrattuali ott;

10:00 GER Indice IFO (fiducia imprese) nov;

12:00 ITA Bilancia commerciale (non EU) ott;

14:30 USA PIL (2a stima) T3;

14:30 USA Bilancia commerciale beni (prelim.) ott;

15:00 USA Indice S&P-C/Shiller (prezzi abitazioni) set;

16:00 USA Indice fiducia consumatori (Conference Board) nov.