Giffoni Experience, lezione di Gubitosi alla Federico II

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in foto Claudio Gubitosi, direttore artistico di Giffoni Experience

“Per uscire fuori dagli schemi sono tornato in piazza, incontrando centinaia di migliaia di studenti, docenti, istituzioni, famiglie. Credo fermamente che bisogna ritornare ad essere fisici, per scoprire le persone, perchè c’è sempre un uomo dietro ogni grande idea”. Lo ha detto Claudio Gubitosi, direttore di Giffoni Experience, agli studenti del corso di laurea magistrale in Economia Aziendale della Federico II di Napoli. L’incontro rientra in un ciclo di seminari del corso di Governo ed Etica e del Laboratorio in Imprenditorialità e Finanza Etica “Life” del dipartimento di Economia, Management, Istituzioni, che si pone l’obiettivo di creare gli “start-upper sociali” e gli imprenditori del domani, spronando gli alunni sui temi dell’innovazione sociale e del lavoro. “Innanzi tutto bisogna dire che il territorio non si puo’ tradire, ma va sostenuto sempre, quindi il punto di partenza e’ e resta Giffoni”, dice Gubitosi rispondendo a uno studente che gli chiedeva dove si vedesse tra cinque anni. “Poi bisognera’ viaggiare, perche’ l’esperienza di Giffoni puo’ essere proiettata e realizzata in ogni parte del mondo. Vogliamo fare in modo che molte realta’ europee e internazionali la possano adottare. Vedo un futuro meraviglioso, ma nelle mani dei giovani”. Il direttore di Giffoni Experience ha ricordato anche come e’ cominciato tutto. “Il 20 novembre 1970 ero a Giffoni, di sabato, nella piazza del paese, e all’improvviso dissi ‘lunedi’ si parte’. Per quale meta? Per quale obiettivo? Quel famoso sabato io capii di avere la forza interiore per portare avanti questa idea, che amo, sostengo e guai a chi la tocca. Oggi la bellezza di Giffoni e’ che e’ diventata una delle piu’ belle storie italiane amata e conosciuta nel mondo. Non chiedetevi chi siete, costruitevi senza vedere vuoti e mancanze. Le idee non hanno confini, passaporti… un genio e’ un genio e vale per tutte le generazioni, presenti, passate e future. Io sono qui perche’ ho voglia di ascoltarvi, e voglio lasciarvi nel cuore tre parole imperative: ‘Si puo’ fare, si deve fare, perchè no?'”.