Gioco online e scommesse: l’identikit del giocatore

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Quanto si gioca nei casinò online? Tanto, in tutto il mondo. Il tavolo verde ha un fascino inossidabile, che non sente il passare del tempo né il logorio dell’abitudine. Ogni anno il mercato del gambling coinvolge un giro d’affari da miliardi di Euro, derivante prevalentemente dalle scommesse sportive, dalle lotterie e dai siti casinò online sicuri con i ben noti bonus senza deposito: tutto in formato rigorosamente virtuale. Il fatto che negli ultimi anni questo fenomeno sia stato regolamentato ha apportato una linfa più consistente, dando la sicurezza ai giocatori – anche neofiti – di poter disporre di un ambiente di gioco sicuro e legale.

I motivi per cui i casinò online hanno letteralmente soppiantato le case da gioco terrestri sono facilmente intuibili: l’estrema comodità prima di tutto. Ormai chi decide di recarsi in un casinò terrestre lo fa più per lo sfizio di un viaggio o di uno spostamento, piuttosto che per giocare solamente. Oggi il web offre tavoli da gioco virtuali che farebbero impallidire i più incalliti giocatori grazie all’organizzazione, il coinvolgimento, e sì: anche posta in gioco. Il Poker è un esempio lampante: oltre ad essere il gioco di carte che coinvolge più giocatori, è anche quello che sul piatto offre vincite stratosferiche.

Gioco reale e gioco online hanno però un minimo comun denominatore: la possibilità di vincere. Anche quando si entra in un portale con l’idea di svagarsi un po’, il pensiero dominante è quello di riuscire a strappare qualche bella vincita al banco. “Che il banco vince sempre” è tutto da dimostrare infatti, come dimostrano alcune delle vincite da capogiro che avvengono nel casinò virtuali di tutto il mondo. Ma qual è la personalità-tipo di un giocatore abituale? Chi è che con costanza e metodo si cimenta su slot, blackjack e roulette? Proviamo a capirlo meglio.

I tratti caratteristici del giocatore

Negli ultimi anni sono state portate a termine diverse ricerche su quelli che potrebbero essere i tratti comuni di un giocatore: anche se accomunare persone di età, nazionalità, livello culturale e background personale sembra un’impresa impossibile, diversi studi hanno dimostrato che in realtà quando si tratta di gioco, la democrazia è un dato di fatto. E questo risultato vale sia per i giocatori senza problemi che per quelli patologici, ovvero che soffrono di dipendenza dal gioco.

Già dalle generalità, potremmo rimanere un po’ sopresi: quando pensiamo a un giocatore, l’idea che possiamo avere è quella di un soggetto molto giovane, con delle difficoltà a socializzare, che trova soddisfazione nel trascorrere più tempo possibile davanti a un pc. I risultati di alcune ricerche effettuate negli Stati Uniti fanno emergere però un ‘immagine abbastanza diversa: già dal punto di vista anagrafico, il giocatore modello ha un’età media di 41 anni. La percentuale di persone tra i 35 e i 54 anni supera il 50% dei giocatori totali, mentre un’altra buona parte (il 30%) supera i 55 anni.

Anche dal punto di vista culturale, è stato rilevato che un giocatore su tre è laureato e ha un lavoro stabile: si tratta di persone che hanno un guadagno fisso, e anche abbastanza soddisfacente. Quindi il loro desiderio di ottenere delle vincite è più una questione di divertimento che di necessità, detto in termini concreti.

Quando però si analizzano i giocatori con problemi di dipendenza dal tavolo verde, emergono tratti totalmente diversi: oltre a un livello culturale più basso e a una situazione lavorativa spesso precaria, si aggiungono tratti della personalità meno positivi. Parliamo infatti di persone caratterizzate da una scarsa fiducia negli altri e dalla tendenza a stati depressivi. Per gli esperti, questo mix di condizioni può essere fatale, fino a rendere il giocatore fortemente vulnerabile, e quindi soggetto proprio a una dipendenza.