Giorgio Ascarelli, a 130 anni dalla nascita Napoli riscopre l’industriale e mecenate precursore di Olivetti

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in foto i funerali di Giorgio Ascarelli nel marzo 1930

Chi erano e cosa hanno rappresentato per la storia di Napoli gli Ascarelli? Quali meriti sono da attribuirsi a questa famiglia di imprenditori e mecenati di religione ebraica, che con decenni d’anticipo misero in pratica quel concetto di “felicità collettiva” che, nell’immediato dopoguerra Adriano Olivetti, adotterà per rivoluzionare l’organizzazione del lavoro all’interno dell’impresa fondata dal padre Camillo? Per quali motivi gli Ascarelli, che per circa mezzo secolo hanno interpretato il volto più nobile ed efficiente della città del Vesuvio, sono improvvisamente scomparsi dalla memoria di Napoli? Quale significato può avere valorizzarne il ricordo a distanza di ottantasei anni dalla promulgazione delle leggi razziste? Sono questi alcuni dei quesiti oggetto della conferenza stampa indetta in occasione del 130° anniversario della nascita di Giorgio Ascarelli, fondatore e primo presidente dell’Associazione Calcio Napoli, nonché finanziatore del primo e unico stadio afferente a un club calcistico partenopeo.
All’evento, in programma martedì 28 maggio, alle ore 11, presso la sala conferenze del Sindacato Giornalisti della Campania, (a Napoli in Vico Monteleone 12) parteciperanno: Nico Pirozzi, presidente dell’Associazione Memoriæ-Museo della Shoah e autore del volume “Ascarelli. Una storia italiana”, che sarà presentato giovedì 30 maggio, alle ore 18:30, presso la sede dell’Istituto di cultura meridionale di via Chiatamone (Palazzo Arlotta);Claudio Della Seta, giornalista e coautore assieme al regista argentino Gabriel Sagel, e allo sceneggiatore Gianluca Potenziani del docufilm ideato dopo il ritrovamento, a Buenos Aires, degli unici filmati familiari di Giorgio Ascarelli.
Nel corso dell’incontro con i rappresentanti della stampa cittadina saranno proiettati un breve teaser del docufilm dedicato alla vicenda umana e sportiva del giovane mecenate napoletano, e una testimonianza del regista Gabriel Sagel, che illustrerà le motivazioni che l’hanno spinto a realizzare il film, di cui renderà noto anche il titolo.