Giornalisti europei, il napoletano Harry Di Prisco nel Comitato di arbitrato e conciliazione internazionale

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in foto Harry di Prisco

Si è conclusa a Bruxelles l’Assemblea internazionale del 63° Congresso dell’Associazione dei Giornalisti Europei, che ha segnato un passaggio chiave per il futuro del giornalismo indipendente nel continente. Nel corso dei lavori, l’AEJ – Association of European Journalists, a cui aderisce l’AGE – ha rinnovato i propri organismi dirigenti ed eletto la leadership che guiderà l’Associazione nel biennio 2026-2027.

Tra le nomine, anche quella del napoletano Harry Di Prisco, giornalista della Sezione italiana dell’Associazione dei Giornalisti Europei e iscritto all’Ordine dal 1973, eletto nel Comitato di Arbitrato e Conciliazione internazionale.

Il nuovo Consiglio Direttivo AEJ

L’Assemblea ha definito una governance dal profilo internazionale, chiamata a guidare l’AEJ in una fase complessa per il mondo dell’informazione europea. Queste le cariche elette:

Presidente: Arbër Hitaj (Albania)
Segretario generale: Cătălin-Teodor Dogaru (Romania)
Tesoriere: Ivan Brada (Slovacchia)
Vicepresidenti: Javier Martin Dominguez (Spagna), Irina Nedeva (Bulgaria), Otmar Lahodynsky (Austria)

Una squadra che riflette la pluralità geografica e culturale dell’Associazione, chiamata a rafforzare il ruolo dell’AEJ come punto di riferimento per il giornalismo europeo.

Le priorità strategiche

Nel corso del Congresso sono stati illustrati e discussi tre obiettivi strategici che orienteranno l’azione dell’Associazione nel medio e lungo periodo.

Il primo riguarda il sostegno alla libertà di stampa, attraverso una collaborazione strutturata con il Consiglio d’Europa, in un contesto segnato da crescenti pressioni politiche e attacchi ai media indipendenti.

Il secondo punto è legato ai progressi dell’Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sui rischi e sulle opportunità che le nuove tecnologie comportano per il lavoro giornalistico, dalla produzione dei contenuti alla tutela delle fonti.

Il terzo asse strategico punta a coinvolgere maggiormente le nuove generazioni di giornalisti, rafforzando la partecipazione attiva all’interno dell’Associazione e favorendo il ricambio culturale e professionale.

Un’assemblea europea contro disinformazione e pressioni

Alla Assemblea hanno partecipato giornalisti provenienti da Belgio (Paese ospitante), Spagna, Grecia, Regno Unito, Bulgaria, Romania, Austria, Italia, Irlanda, Slovacchia, Francia, Ungheria e Albania, confermando il ruolo dell’AEJ come ponte tra le comunità giornalistiche nazionali.

Un confronto necessario in una fase storica segnata dalla diffusione della disinformazione, dagli attacchi alla libertà di stampa, dalle pressioni economiche sul settore e dall’impatto della rivoluzione tecnologica sul lavoro dei media.

Al dibattito ha preso parte anche il presidente della Sezione italiana dell’Associazione dei Giornalisti Europei, Giuseppe Jacobini, contribuendo al confronto sui temi centrali emersi durante i lavori.

Il ruolo del Comitato di Arbitrato

Il Comitato ha il compito di favorire la mediazione, il dialogo e la risoluzione delle controversie interne all’Associazione, nel rispetto dei principi di indipendenza, correttezza professionale e pluralismo.

Un incarico che arriva in un momento in cui il giornalismo europeo è chiamato a difendere non solo la qualità dell’informazione, ma anche la propria autonomia.