Giornalisti, manifestazione a Napoli sulla libertà di stampa. Verna: Fronte comune contro minacce e bavagli

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in foto Carlo Verna, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti

“Un fronte comune del giornalismo contro minacce, bavagli”. Lo ha detto Carlo Verna, presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, a Napoli per la manifestazione sulla libertà di stampa, organizzata dal Sindacato unitario dei giornalisti della Campania, Odg Campania, Fnsi. “Non è un caso se a difesa della libertà di stampa – spiega – abbiamo scelto il posto dove è conservata la Mehari di Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla camorra per il suo lavoro”. “E’ una macchina che abbiamo nel cuore e che ci porta in giro a raccontare questo mestiere”. “Dobbiamo essere tutti uniti – aggiunge – contro la precarieta’ che si salda con le minacce fisiche e morali. Dobbiamo resistere per rilanciare il ruolo dell’informazione”.
“E’ diventato, purtroppo, un fenomeno diffuso”, aggiunge Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, parlando delle minacce, delle aggressioni e dei bavagli ai giornalisti. “A questo fenomeno – dice – dobbiamo opporre una scorta mediatica, la viva cronaca dei fatti, tornare nei luoghi di cui si racconta senza timori”. Lucarelli ricorda che, oggi, a “legislazione vigente e’ ancora previsto il carcere per i giornalisti. Una cosa alla quale dire un secco ‘no'”
“Ancora oggi ci sono limiti alla libertà di informazione. Dati del Ministero dell’Interno indicano la Campania tra le regioni piu’ colpite”, conclude Claudio Silvestri, segretario del Sindacato unitario dei giornalisti della Campania. “A Caserta -dice – ci sono 4 giornalisti sotto scorta armata e solo 10 denunce. Questo significa che la camorra è riuscita a mettere a tacere i giornalisti. Dobbiamo essere presenti, essere uno stimolo anche a partire da eventi come questo perche’ viene messo in discussione il diritto di cronaca”.