Giovani di Confindustria, in Campania le sfide del business family tra tradizione e innovazione

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Vittorio Ciotola, presidente del Gruppo Giovani dell'Unione industriali di Napoli

“Vogliamo capire quanto il fatto di poter avere una storia alle spalle nella nostra azienda possa essere un vantaggio competitivo”. Cosi’ Vittorio Ciotola, presidente del Gruppo Giovani dell’Unione industriali di Napoli, spiega le ragioni del convegno promosso dall’Associazione a Palazzo Partanna, dal titolo “Il passato nel futuro: emozioni e strategie. Strumenti utili per il business family”. “Rispetto alla generazione dei nostri padri – continua Ciotola – e’ sostanzialmente cambiato il contesto economico, per cui dobbiamo assolutamente fare in modo di riuscire a cavalcare le sfide della realta’ attuale. Come? Investendo innanzitutto sulla formazione, riuscendo a recepire e fare nostra la sfida dell’innovazione tecnologica con cui siamo costretti a confrontarci vista l’influenza e l’importanza che ha nei mercati globali; poi e’ necessario scommettere sull’internazionalizzazione, puntando a valorizzare la nostra storia e proiettarla nel futuro”. “Non sempre e’ facile affrontare il passaggio generazionale – dice invece il vicepresidente, Salvatore Formisano -. Spesso si ereditano aziende che hanno alle spalle una storia gloriosa, per cui nel momento in cui questo passaggio si verifica e’ necessario trasferire anche questa storia, e per farlo bisogna rendersi conto che ogni azienda ha una storia che raccontata puo’ suscitare emozioni, ma soprattutto e’ una storia che puo’ rendere unica un’azienda, creando una connessione emotiva con i potenziali clienti”.
“Spesso – prosegue Formisano – il confronto generazionale per tanti giovani imprenditori si rivela anche un limite, per cui crediamo che un vero rinnovamento va fatto ma conservando la storia e la tradizione della propria azienda. Pertanto l’innovazione deve andare di pari passo con la tradizione. Il supporto di un senior, di un padre, di un datore di lavoro, puo’ rivelarsi fondamentale ma non deve limitare la formazione di una persona e la sua voglia di mettersi in gioco. La sfida e’ non avere paura di aprirsi ai mondi esterni. Oggi tutti abbiamo i mezzi per affrontare l’internazionalizzazione, che rappresenta il futuro economico per molte aziende, partendo in primis dai mercati orientali”, conclude.