Giovani di Confindustria, Ciotola: Sotto il tetto dell’Unione più opportunità per i giovani

25
in foto Vittorio Ciotola, presidente del gruppo Giovani Imprenditori dell'Unione Industriali di Napoli

Europa, futuro dei giovani, rilancio dell’economia. Vittorio Ciotola, presidente del gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali di Napoli, traccia una ideale linea di congiunzione tra questi temi.

Europa tema centrale del convegno. Perché secondo si è scelto questo argomento?
La scelta di parlare di Europa è dovuta al fatto che riteniamo importante ricordare a tutti quelli che sono i vantaggi di muoversi sotto il tetto dell’ Unione, in un momento, quello attuale, dove da più fronti ci sono spinte oggettivamente volte a metter in discussione ruolo e prospettive dell’istituzione europea.

Cos’è l’Europa per i giovani imprenditori solo un’opportunità di business o altro?
Oggi un giovane americano o cinese che intende partire con una propria attività sa di poter contare su un mercato di centinaia di milioni di persone, se continuiamo a restare fra i confini nazionali partiamo con un handicap importante e dunque è evidente che un mercato europeo unico aumenti in maniera decisiva le opportunità. Purtroppo però va anche detto che ancora non si avverte un senso di appartenenza forte nei confronti dell’ unione europea, sentimento che dovremmo cercare di sviluppare in maniera convinta. Dunque business certamente ma anche altre opportunità, ossia vedersi tutelati su altri contesti. Tutele che però devono riguardare tutti i paesi europei allo stesso modo. Perché molti giovani hanno un sentimento di sfiducia verso l’Europa? Perché, al di là di potersi muovere in Europa in maniera più libera, non riescono a percepire adeguatamente i benefici che scaturiscono dall’essere in Europa.Per capirli bisogna studiare ed approfondire, ad esempio,quanti giovani che hanno usufruito della misura garanzia giovani sanno che la stessa è stata cofinanziata dall’Unione Europea? L’effetto negativo di questi gap informativi è tra l’altro amplificato dalle continue accuse che si lanciano vicendevolmente Governo ed Ue.

Che pensa di questo clima di acceso contrasto tra governo italiano e Ue?
Credo che non faccia bene a nessuno. Sia per l’Italia che ha la necessità di sedersi in maniera serena e dialogante ai tavoli europei sia per la stessa Unione europea, i cui vertici spesso alimentano un sentimento anti europeista con continue uscite infelici nei nostri confronti. Legge di Bilancio: che pensa dei provvedimenti annunciati? Sulla legge di bilancio si è detto tanto.E’innegabile che la quota investimenti non è assolutamente quella sperata ed è orientata fortemente condizionata da misure di assistenza. Credo anche però che abbiamo un governo scelto dalla maggioranza dei cittadini che deve dare delle risposte. Bisogna lasciare che lavorino e che facciano le loro scelte, che al momento sono sicuramente coraggiose, e capire che direzione prende la crescita del paese. Saremo comunque i primi a stringere le mani in caso di benefici o a riconoscere i responsabili in caso contrario.

Dal vostro punto di vista quali provvedimenti servirebbero per rilanciare concretamente il prodotto interno lordo?
Due prima di tutto, un taglio serio del cuneo fiscale, con tutte le conseguenze in termini di occupazione che ne scaturirebbero, e un grande piano per l’attrazione degli investimenti dall’estero. Ovviamente poi, andrebbe affiancata a questi provvedimenti un’azione incisiva per l’efficientamento della pubblica amministrazione, che resta il vero male per chi cerca di fare impresa.

L’economia a Napoli, qual è lo stato di salute che percepite dal vostro osservatorio?
L’effervescenza dell’ imprenditoria napoletana è chiara ed attestata dai numeri. Cresce il numero di aziende e tantissime sono di giovani.Questa gran voglia di fare è però frenata da un contesto non all’altezza. Cittadini ed imprese soffrono per servizi sempre più scadenti e per infrastrutture insufficienti o prive di adeguata gestione e manutenzione.

Cosa ne pensa delle politiche regionali per le imprese. Sono sufficienti o serve altro?
La Regione si è dimostrata certamente sensibile al tema dell’ imprenditorialità, e lo sta facendo con diverse misure che supportano l’innovazione ed il trasferimento tecnologico verso le aziende. Anche la solerzia con la quale è stato affrontato il progetto delle ZES, rendendo cosi la Campania la prima Regione operativa sul punto,dimostra un’attenzione importante verso il nostro mondo. Certo restano criticità, come quelle relative alla difficoltà di spesa dei fondi Europei, ancora oggi sono troppi i progetti infrastrutturali che restano fermi al palo.

Vogliamo mettere in evidenza qualche iniziativa particolare realizzata dai GI Napoli quest’anno e qualche prossimo progetto in agenda?
I Giovani imprenditori di Napoli stanno facendo un lavoro enorme su temi che gli associati ritengono prioritari. Sulla nostra formazione ad esempio, per la quale abbiamo realizzato in collaborazione con la Federico II un mini master sull’imprenditorialità. Su un tema assai delicato per noi quale il passaggio generazionale,sul quale siamo stati i sostenitori di un concorso di caratura nazionale. Sul dialogo con le istituzioni, che proviamo a mante- nere sempre vivo per portare avanti le nostre istanze.