Giovani di Confindustria, Prete: Semplificazione e incentivi, così ripartono gli investimenti

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Andrea Prete arriva all’appuntamento di Capri nella triplice veste di presidente di Unioncamere Campania, di Confindustria Salerno e della Camera di Commercio salernitana. Chi meglio di lui, quindi, può entrare nel dettaglio della realtà economica regionale e fornire così un quadro d’insieme della situazione che attualmente vivono le imprese. Capri è una realtà che vive da anni visto che, da imprenditore, è sempre stato impegnato nel mondo di Confindustria rivestendo peraltro una serie di incarichi. Il 2017 è stato un anno importante soprattutto per la collaborazione che Confindustria Salerno e Unioncamere Campania hanno instaurato con la Regione Campania. E quando si parla di Italia nel mondo e di investimenti esteri in Italia non è possibile tralasciare il fatto che bisogna creare, soprattutto in una regione come la Campania, un ambiente favorevole alle imprese e a chi viene da altri Paesi del mondo per investire. E va proprio in questa direzione il patto siglato a giugno tra Prete e De Luca per assegnare nuove risorse alle aziende campane e avviare un grande piano di sburocratizzazione e ridimensionamento delle procedure amministrative. 
“Come ha ben spiegato a suo tempo il presidente De Luca – dice Prete – sarà possibile avviare un’impresa nel giro di 24, adeguandosi così agli standard internazionali, inoltre non sarà più necessario presentare agli uffici regionali documenti già in possesso della pubblica amministrazione. Tutto questo, ovviamente, viene fatto per favorire nuovi investimenti e dare respiro all’occupazione”. 
Che resta il grande problema da risolvere in una regione come la Campania. “Sempre a margine dello stesso piano – Prete lo ricorda spesso nel corso delle sue uscite pubbliche – sono stati presentati bandi per 2,5 miliardi di euro, tutti a favore delle aziende che investono e creano lavoro. Questo per dire che sia le istituzioni sia noi rappresentanti delle imprese dobbiamo cercare in tutti i modi di favorire il processo di sviluppo aiutando e non creando problemi a chi sta sul campo”. Parole da imprenditore che, al timone della sua azienda, in tanti anni di lavoro ha visto un po’ di tutto nel panorama burocratico italiano. 
L’altro grande caposaldo da affrontare è quello relativo alle infrastrutture che, poi, rappresentano l’elemento fisico di collegamento tra l’Italia e il mondo. In questo ambito Prete oltre che sulla situazione regionale è sempre attento a cosa accade in casa sua, a Salerno, dove tiene banco la questione dell’aeroporto. “Credo – afferma il presidente di Confindustria e Camera di Commercio di Salerno – che gli ultimi sviluppi vadano nella direzione di una concreta collaborazione con Capodichino, finalizzata alla distribuzione del traffico in base alle caratteristiche dei due principali aeroporti regionali. Napoli ha ormai ridottissimi spazi di crescita mentre Salerno, anche per la sua posizione, può essere senza dubbio un aeroporto da utilizzare per il traffico turistico, soprattutto se parliamo di charter, e per espandere il bacino d’utenza campano anche alla Basilicata e a parte della Calabria”. 
La palla, adesso, “è nelle mani delle Regioni Campania e Basilicata, i soci principali della società di gestione, ma devo die che entrambe stanno facendo al meglio la loro parte e certamente garantiranno un futuro di sviluppo all’aeroporto di Salerno”. 
Certo qualcosa bisogna ancora fare, come nel caso dell’allungamento della pista, però la strada intrapresa sembra essere quella giusta. 
“Per la pista – ricorda Prete nel corso di alcuni suoi interventi – bisogna attendere il 2018 perché solo allora arriveranno i fondi, poi qualche altra risorsa si potrà recuperare mediante lo Sblocca Italia. Noi, come Camera di Commercio di Salerno, conserveremo una quota all’interno della società ma proprio come testimonianza di quanto fatto nel corso degli ultimi 20 anni”. 
Aeroporti e porti, anche in questo caso con il connubio Napoli-Salerno, sono le leve principali di attrazione, insieme agli incentivi messi in campo da Governo e Regione, per i capitali esteri. “Possiamo dire – è il pensiero di Prete – che la Campania si sta costruendo un futuro di sviluppo sia grazie alle aggregazioni che per merito di una visione politica che mette le imprese al centro dei progetti di crescita”. 
Se invece vogliamo parlare di Campania nel mondo possiamo soffermarci tanto sulle medie e grandi aziende che continuano a fare affari grazie alla loro capacità di stare sui mercati da protagoniste sia sull’universo delle Pmi e delle start-up che, spesso, sono il frutto della straordinaria inventiva dei cervelli locali che decidono di restare invece di cercare fortuna all’estero. 
“Di sicuro – riconosce Prete – la nostra presenza nel mondo è fatta anche da un qualificato capitale umano che, con qualche sforzo, dobbiamo cercare di trattenere sul territorio perché rappresenta un valore aggiunto oltre che una leva di incremento del prodotto interno lordo”. 
Il mondo delle start-up è al centro di uno dei tanti progetti che Prete, con la sua carica propositiva, ha messo in campo in questi anni. 
“Dal punto di vista della capacità innovativa – è il suo pensiero – puntiamo a superare la Lombardia sia dal punto di vista del numero di aziende sia per quanto riguarda le procedure semplificate per l’accesso all’apposito registro delle imprese innovative”. 
Rientra in questo ambizioso discorso il progetto “Officine Future”, una serie di corsi formativi gratuiti uniti all’assistenza qualificata per poter aumentare significativamente il numero di start-up in Campania e fare di questo territorio il più innovativo in ambito nazionale e, magari, europeo.