Giudici di pace in sciopero dal 12 gennaio al 9 febbraio. Alt alle espulsioni degli extracomunitari

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Il Coordinamento Magistratura Giustizia di Pace e il Magip hanno proclamato dal 12 gennaio al 9 febbraio per i giudici di pace, e dal 21 al 25 gennaio per i viceprocuratori e giudici onorari un nuovo periodo di astensione che porterà al blocco di tutte le attività degli uffici, comprese le convalide delle espulsioni dei cittadini extracomunitari, per protestare “contro una riforma che – dichiarano Rossella Barone e Mariagiuseppina Spanò (presidentesse del Coordinamento Magistratura Giustizia di Pace e del Magip), nonostante le rassicurazioni di questo nuovo esecutivo, non colpirà solo la categoria, ma porterà al collasso della giustizia e alla privazione dei diritti fondamentali dei cittadini”. Il ministro Orlando -è scritto nella nota – ha portato a compimento, nell’indifferenza generale, previo parere dell’Anm (organo sindacale della Magistratura togata), l’attuazione di una riforma “che non solo mira ad eliminare l’ufficio del Giudice di pace, che finora si è dimostrata giustizia celere in Italia e vicina soprattutto ai bisogni del cittadini, ma viola le pronunce in ambito europeo che, si sono pronunciate affermando la disparità di trattamento di una categoria di lavoratori equivalenti nelle funzioni ai magistrati ordinari ma privi di diritti “fondamentali”, come quelli alla continuità” del servizio,alla previdenza, alla tutela della maternità” e della salute, ad uno stipendio “dignitoso” e alla pensione, condannando l’Italia per violazione della carta sociale”.

L’attuale governo, ricordano Barone e Spanò, nella precedente legislatura è più volte sceso in piazza con i Giudici di pace, Got, Vpo e ha inserito la questione al paragrafo 12 del contratto di governo per una “giustizia rapida ed efficiente”proclamando che “bisogna riconoscere il ruolo dei magistrati onorari, tramite una completa modifica della recente riforma Orlando”

“In cosa sia consistita questa modifica il ministro Bonafede e il sottosegretario Morrone, delegato alla questione – contnua la nota -, finora non sono riusciti a spiegarlo. Dopo 6 mesi dall’ultimo incontro, nonostante l’instaurazione di un tavolo tecnico, ove abbiamo offerto una soluzione emendativa alla riforma Orlando, che non solo prevede la stabilizzazione della categoria quale magistrati incaricati senza disperdere le professionalità acquisite ma impedisce all’Italia di incorrere nelle procedure di infrazione con l’Europa, anche questo esecutivo ha rifiutato sul punto ogni trattativa, lasciando persistere un sistema più ipocrita e ingiusto di quello precedente! Nel frattempo la riforma procede spedita provocando degli effetti negativi sia sulla categoria che in tutto il comparto giustizia che e’ già al collasso! La legge come concepita eliminerà il giudice di prossimità, sostituendolo con un nuovo esercito di precari utilizzato occasionalmente, con un ruolo ancillare, a cui sarà devoluto il 70% del lavoro dei giudici professionali, privandoli, però, delle tutele minime che la costituzione garantisce a tutti i lavoratori quali la maternità, la malattia, la previdenza ed una dignitosa retribuzione. I cittadini devono sapere che il risultato sarà un giudice dequalificato e non autonomo”.