‘Giudizio Universale’ festeggia prime 50 repliche e guarda all’estero

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Roma, 19 apr. (AdnKronos) – Lo spettacolo ‘Giudizio universale’ di Marco Balich ha festeggiato ieri sera, nel’Auditorium Conciliazione di Roma, le sue prime 50 repliche. Un’occasione per fare i conti sul fronte educational del progetto, che vede impegnata la Fondazione Bracco ed ha già coinvolto circa 6.000 studenti, per due terzi di elementari e medie, e sul futuro dello spettacolo che racconta Giudizio Universale di Michelangelo e Cappella Sistina.

“Siamo molto soddisfatti perchè ogni mattina abbiamo 500 giovani delle scuole del Lazio dai 9 ai 19 anni. Dopo che avremo esaurito le scuole del Lazio allargheremo alle altre regioni il progetto educativo e didattico Artainment@School che diventerà quindi un programma nazionale di education”, dice all’AdnKronos la presidente della Fondazione, Diana Bracco.

Quanto al futuro dello show, dopo i tre anni già programmati all’Auditorioum Conciliazione di Roma, è pensabile che venga rimontato in un’altra città italiana o all’estero? “Questo spettacolo è adatto a portare l’Italia nel mondo perchè è talmente bello, è talmente coinvolgente lo show che secondo me in ogni Paese porterebbe la voce italiana e l’attrazione verso l’Italia”, risponde Bracco.

La serata all’auditorium romano ha visto la presenza di circa 700 invitati, ovvero rappresentati diplomatici accreditati presso la Santa Sede ed esponenti della cultura, della politica e dell’economia italiani; fra i tanti lo storico dell’arte Claudio Strinati, Lamberto Dini, il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena Boschi, il presidente di UnionCamere Ivan Lo Bello, gli imprenditori Sergio Dompè e Franco Debenedetti.

‘Giudizio Universale. Michelangelo and the secrets of the Sistine Chapel’, questo il titolo completo dello spettacolo, è stato presentato in sala da Diana Bracco, dalla direttrice dei Musei Vaticani (consulenti scientifici della produzione) Barbara Jatta, dal regista dello Balich, Agli spettatori si è indirizzato anche l’ambasciatore italiano presso la santa sede, Pietro Sebastiani, padrone di casa poi nella seconda parte della serata, che si è indirizzato in particolare ai ‘colleghi’ diplomatici.

Al termine dello spettacolo il trasferimento per il ‘dopo teatro’ nel rinascimentale Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata italiana presso la Santa Sede, padrone di casa appunto l’ambasciatore Sebastiani che ha sottolineato il legame fra arte e diplomazia: “C’è un rapporto molto stretto, soprattutto per un paese come il nostro che obiettivamente è una superpotenza in campo culturale. Io sono stato per quattro anni all’Unesco come rappresentante permanente aggiunto e posso testimoniare che siamo un Paese di referenza a livello mondiale. Del resto siamo anche il Paese che ha più siti nel patrimonio mondiale dell’Unesco”, ha detto il diplomatico.