Giungla, la fanzine gratuita che racconta l’antispecismo

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di Rosina Musella

Un’amicizia nata online quella tra Viola Di Pietro e Giulia Tassone, due attiviste vegan antispeciste che, nonostante la lontananza, sono riuscite a dar vita ad una fanzine autoprodotta che racconta l’essere vegan in maniera semplice.
“Giungla”, già alla seconda ristampa dopo l’annuncio risalente a maggio scorso, è una fanzine semestrale gratuita che si pone l’obiettivo di presentare al pubblico, in maniera semplice e diretta, le motivazioni che spingono le persone a diventare vegane. “Bisogna spostare l’oggetto del discorso dall’uomo agli animali non umani”, dicono le due attiviste che hanno sottolineato l’importanza di raccontare il veganismo come presa di posizione contro l’oppressione di milioni di animali e non una scelta personale, come spesso viene dipinta.
I nostri microfoni le hanno raggiunte per farci raccontare questo progetto e la loro storia.

in foto Viola Di Pietro
in foto Giulia Tassone

Come siete diventate vegane?
Di Pietro: Il mio è stato un percorso per fasi. A 12 anni cercai di diventare vegetariana, ma tutta la famiglia mi remò contro e col tempo tornai a mangiare carne. A 16 divenni vegetariana e poi, col tempo, iniziai a scoprire la crudeltà dietro la produzione di latticini e uova, ma non avere vicino nessuno che condividesse questa presa di coscienza mi ha condizionato per molti anni; quindi a casa ero vegana, ma fuori non riuscivo a dichiararlo. Una sera, poi, davanti ad una pizza con la mozzarella, pensai a come fosse stato prodotto quel formaggio e capii che ciò che pensano le altre persone viene in secondo piano rispetto a ciò che sento essere sbagliato. Smisi definitivamente di mangiare derivati animali e ora sono vegana da 6 anni.

Tassone: Quando avevo 16 anni, una mia compagna di classe mostrò in aula il video di un animale che veniva scuoiato vivo. All’epoca vivevo con un cane che era completamente parte della mia famiglia e pensai che, se ci fosse stato lui al posto di quell’animale, avrei fatto qualsiasi cosa per difenderlo. Mi sentii profondamente ipocrita, perché gli esseri viventi non hanno più o meno diritto di vivere in base al rapporto di amicizia che intercorre tra noi e loro, e capii che non era una questione di amore, ma di giustizia. Quel giorno decisi che non avrei più mangiato animali. Era il maggio 2006, nel corso di quella estate scoprii molte più cose sullo sfruttamento animale e così diventai vegan.

Da quando siete diventate vegane ad oggi cosa è cambiato?
Di Pietro: Noto che il termine ormai è molto conosciuto, però, quando mi capita di parlare dell’essere vegan con chi non lo è, si sposta sempre il discorso sull’alimentazione e non si capisce che l’attenzione va portata sul soggetto della discussione, ovvero tutti gli animali non umani che vengono sfruttati, schiavizzati e uccisi ogni giorno. Alcune persone sono anche contrarie alla discriminazione animale, ma non allineano ciò che fanno a quello che riconoscono essere giusto. Fare questo passaggio, però, è necessario, perché se le nostre azioni non seguono il nostro pensiero, le cose non cambiano.

Tassone: Anch’io noto che più persone sanno cosa significhi “vegan”, ma non c’è consapevolezza sulle vere motivazioni che portino a diventarlo. Mangiare e vestire vegano sono conseguenze pratiche dell’essere antispecisti, ma l’antispecismo è un principio morale. Finché si dirà che il veganismo è una scelta si sarà ben lontani dall’obiettivo della liberazione animale. Se parliamo di “scelta” significa che non riconosciamo gli altri come vittime e, in generale, come esseri. Si parla di “prodotti” e non di individui. Dire di rispettare la “scelta” di essere antispecisti e vegan è come dire di rispettare la “scelta” di essere antifascista o antirazzista.
Sono felice, però, di vedere molto più attivismo attorno a me e, in questo, internet mi ha permesso di scoprire un mondo che dal mio angolino non avrei mai potuto vedere.

Voi come fate attivismo?
Di Pietro: Io porto nei miei disegni e illustrazioni il tema dell’antispecismo e del veganismo. Cerco di fare qualcosa con gli strumenti a mia disposizione per far prendere atto alle persone di ciò che si cela dietro tutte le falsità che si vedono in giro, perché nella pubblicità del prosciutto non si vedranno mai allevamenti o mattatoi, ma scene idilliache che scollegano il “prodotto” dall’animale.
Esistono infiniti modi di fare attivismo, ogni persona può trovare qualcosa nelle sue corde.

Tassone: Nel 2017 ho aperto un canale YouTube con la volontà di dire quello che penso, perché ritengo che soprattutto i pensieri scomodi e impopolari vadano raccontati, poiché soltanto conoscendo la verità è possibile prendere decisioni libere.
Una volta al mese, poi, organizzo dei banchetti informativi nella mia città e, dall’inizio del canale, spedisco gratuitamente a casa di persone non vegane materiale informativo sull’essere vegan. Come lo faccio io, potrebbe farlo chiunque.

Cosa c’è in “Giungla”?

Di Pietro: Dopo una breve introduzione del progetto, ci sono diversi articoli scritti da entrambe in cui abbiamo trattato il vero centro dell’antispecismo e del veganismo, ovvero gli animali non umani. Gli articoli sono poi intervallati da disegni realizzati da me e da immagini raccolte da siti di zootecnia accompagnate da una breve descrizione, per far capire quanto possa essere violenta l’industria dello sfruttamento animale. Al termine della rivista, poi, sono presenti due rubriche che torneranno anche nei prossimi numeri: “Biblioteca vegana”, in cui consigliamo letture sul tema, e una in cui raccontiamo personaggi o episodi che hanno fatto la storia del movimento per i diritti degli animali.

Tassone: “Giungla” è nata perché entrambe sentivamo il bisogno di fare qualcosa. Non volevamo scrivere un saggio, ma porre le basi di concetti tanto importanti quanto sconosciuti alla massa e volevamo farlo in modo semplice, senza troppi giri di parole. Il nostro obiettivo è far arrivare queste informazioni al pubblico più vasto possibile, perché gli altri animali non ci devono niente e non sono su questo pianeta per soddisfare i nostri bisogni.

A Napoli “Giungla” è disponibile gratuitamente presso il locale ‘O Grin, in Via Mezzocannone.
Al seguente link è possibile scoprire dove trovare la rivista in tutta Italia: https://www.youtube.com/watch?v=6_bxA3X1Mgc