di Paolo Pantani
Ho conosciuto Marisa Bellisario.
Il nostro effimero mondo è pieno di premi.
Ho conosciuto John Nash, a Napoli, il 18 marzo 2003, in un albergo sul lungomare, Nobel in Economia 1994, Matematico puro.
Ho letto tutti i suoi libri e applico le sue teorie.
Ha dimostrato, matematicamente, la convenienza della collaborazione, in contesti non cooperativi, attraverso semplici saggi giovanili, usando l’esempio dell’“acchiappanza”, arte che conosco molto bene. Ci siamo fatti un sacco di risate, malgrado la stanchezza del Suo viaggio.
Gli contestai che, in questa teoria, mancava il rischio “s.o.b.”, non voglio tradurre, se no tutti dicono che dico sempre male parole, anche in presenza di Signore, Autorità, pastori e prelati.
Rispose semplicemente che è vero, non si può collaborare con chi non vuole collaborare.
Ma tu provaci sempre, altrimenti… qui ci autocensuriamo… entrambi.
Però conosco due premiati, entrambi giovani, entrambi molto collaborativi, la Signora Maria Luisa Conza e Salvatore Capasso.
I loro premi li meritano tutti. Chissà perché tutti periferici sono, Cercola, San Pietro a Patierno e il Virginiano Sudista John Nash, nostro ispiratore.
Io Bagnolese sono, ma di:“another time, another place, another country”, come il celebre film di Michael Radford.
John Nash ha dimostrato, matematicamente, la convenienza dell’Agape Fraterna.





































