Gli intrepidi delle high-tech startup

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in foto Georges Doriot

Di fronte alle sfide culturali lanciate dalla tecnologia stanno interrogativi esistenziali sul futuro dell’umanità. Gli esseri umani sono spinti fuori dai loro confortevoli recinti di sabbia. Ad uscire allo scoperto sono, anzitutto, quei fondatori di high-tech startup la cui missione schumpeteriana copre un arco concettuale compreso tra l’adattamento accelerato alle nuove tecnologie insieme ai nuovi modelli organizzativi e la realizzazione di innovazioni rivoluzionarie. Prodigandosi per trovare soluzioni audaci e impertinenti, costoro si sottomettono a un processo continuo di tentativi ed errori, fallimenti e miglioramenti. I loro comportamenti si distanziano mille miglia dal modo di agire di quei fondatori che usano la tecnologia come se fosse una droga per fare culturismo imprenditoriale. Se questi ultimi hanno un richiamo che attrae gli investitori ‘mordi e fuggi’, è allo spirito delle origini del capitale di rischio che si rivolgono gli intrepidi delle high-tech startup.

Essere all’altezza dei princìpi di George Doriot (1899-1987), il pioniere del venture capital, è ciò che conta per vincere davvero le sfide culturali. Come raccontano Monisha Varadan, Kamal Hassan e Claudia Zeisberger (“Has Venture Capital Strayed From Its Roots?”, Knowledge, July 6, 2020), Doriot si sentiva fortemente coinvolto nell’impegno profuso dal fondatore. Sostenere il suo talento e infondere linfa vitale nel team della startup erano compiti che Doriot assolveva con una visione a lungo termine. Una visione che bandiva la crescita dopata della startup e premiava la sua crescita fisiologica, al pari di un bimbo da mantenere in ottima salute. Doriot – ricordano i tre autori – usa dire che “Quando si ha un figlio, non si chiede quale rendimento ci si può aspettare […] se si costruiscono grandi imprese, i risultati arriveranno”. Forti di questa convinzione e consapevoli che la sua soggettività la rende fallibile, è possibile prendere decisioni di investimento fondate su aspettative a lungo termine, anch’esse intrinsecamente fragili.
piero.formica@gmail.com