Gli scrittori e Capri, un amore nato nel Cinquecento. Una piccola bibliografia sull’onda dei ricordi

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di Maria Carla Tartarone Realfonzo

Non avrei mai pensato di scrivere sull’isola di Capri, in cui sono stata tanti anni, dalla mia prima giovinezza, a trascorrere estati amene, sia a Capri che ad Anacapri. Oggi mi accorgo che non mi sono mai abbastanza dedicata ai luoghi di Capri, tranne che in alcuni momenti: al tramonto quando ad occidente si spande nel cielo quel rosso che interrompe l’azzurro tra gli alberi del giardino di casa e nella sera tarda quando il blu del cielo si riempie di stelle luccicanti. Ma le passeggiate e i luoghi memorabili sono tanti, riprodotti da molti fotografi e pittori come Vittorio Pescatori letterato e fotografo milanese e l’architetto pittore caprese Ninni Pecoraro che con i suoi acrilici ci ha lasciato vedute anzi, come disse Roberto Pane “visioni” capresi che vedemmo anche nella mostra del 2007 nel Municipio di Capri, immagini ancor oggi riconoscibili. Ricordo anche le mostre di Michele Roccotelli ispirato alle “Passeggiate Capresi” nel 2013, nella mostra nell’Albergo San Michele. In luoghi come il Museo della Certosa, dove si svolgono anche concerti e spettacoli, troviamo la storia dell’Isola che risale, come molti scrittori hanno ricordato nei loro libri, dall’epoca degli Imperatori Augusto e Tiberio, sempre legata ai siti ritrovabili ancor oggi. Almerico Realfonzo aveva negli ultimi mesi scritto un libro di ricordi su Capri, non ancora pubblicato, pensando ai tempi della sua giovinezza, quando dopo la guerra giunto a Napoli frequentava i luoghi in cui si raccoglievano i giovani intellettuali tra cui il piccolo locale nel cortile di Palazzo Mannayuolo, mentre in vacanza si recava sull’isola ed incontrava gli amici, godendo le atmosfere della Piazzetta, dei “Bagni da Maria” e della “Canzone del Mare” di giorno e del Bar Morgano, dell’Albergo Quisisana e di via Camerelle di sera, fino a notte inoltrata. Le atmosfere descritte da lui hanno fatto sì oggi che io abbia cominciato a leggere i libri da lui accumulati, tanti, tra cui due in cui sono narrate le biografie di Axel Munthe e di Jacques Fersen. Libri eccezionali scritti da autori provenienti da lontani paesi del nord Europa che hanno amato Capri con ansia di raggiungerla e vissuto in quella terra per anni attraendo numerosi viaggiatori. Il medico svedese Axel Munthe si rivela nella sua autobiografia, “La storia di San Michele”, ricordando i luoghi di Anacapri, intravisti nella giovinezza, praticando poi la sua professione di medico in Inghilterra, in Svezia, a Parigi, a Roma e anche a Napoli, desiderando di ritornare in quei luoghi, intravisti soltanto, con irrefrenabile desiderio fino a quando riuscì ad acquistare quei terreni ricchi di antichi resti e costruire la sua “Villa San Michele” nel fantastico luogo di Anacapri da cui potevano scorgersi allora come oggi le ripe scoscese e in lontananza le meraviglie del golfo di Napoli. E Jacques d’Adelsward-Fersen, raccontato da Roger Peyrefitte in “L’Esule di Capri”, che narra come il ricco poeta e scrittore svedese, giunse a Capri con un amico, ancora ventenne, ai principi del Novecento da Parigi dove viveva parte della sua famiglia, con l’intento di vedere innanzi tutto i resti della Villa di Tiberio, il famigerato imperatore, e vi rimase poi sino alla fine dei suoi giorni, nella ”Villa Lysis”, da lui fatta costruire, dove ospitò personaggi di rilievo scrivendo poesie e libri che mandava a stampare in Francia, e dove finì nel 1923 ancor giovane, purtroppo in preda all’oppio. Questi due libri non sono gli unici scritti per raccontare se stessi e l’amore per Capri. Tanti scrittori fin dal Cinquecento e poi dal Settecento quando si veniva in Italia per un doveroso tempo da trascorrere da parte dei giovani di buona famiglia nella nostra terra, per la conoscenza della sua storia e dei suoi monumenti. Già ne scriveva, alla fine del Settecento, il Marchese De Sade in “Capri nel Voyage d’Italie” edito recentemente, a cura dello studioso Domenico Oliviero, dalla casa editrice caprese La Conchiglia. Tra i primi scrittori contemporanei fu Amedeo Maiuri che scrisse un “Breviario di Capri” che racconta molti luoghi dell’Isola, stampato da Bibliopolis nel 1988. E’ di James Money il libro “Capri , la storia e i suoi protagonisti”, edito da Rusconi nel 1993. Da leggere a tal proposito è Cesare De Seta nel suo ampio storico volume “L’Italia nello specchio del Grand Tour” del 2014. Mi ha incuriosito inoltre “I misteri di Villa Lysis” di Fausto Esposito magistrato, stampato nel 1996. Hanno narrato e descritto Capri altri rilevanti scrittori, in ordine di tempo Raffaele La Capria in “Ferito a morte” (premio Strega del 1961) e in “Capri e non più Capri” del 1991, in cui l’autore parla anche del famoso Edwin Cerio architetto e scrittore che scrisse il famoso “Aria di Capri” (ed. Soncino 1996) e costruì anche famose ville, fu sindaco e promotore del primo “Convegno del Paesaggio” nel 1922, ripetuto poi nel 1993. Questo secondo “Convegno del Paesaggio”, svoltosi ad Anacapri nell’Hotel Capri Palace fu presieduto da Fulvio Tessitore, coordinato da Ernesto Mazzetti con interventi di Eduardo Vittoria, Giulio Pane, Fabio Renzi, Almerico Realfonzo, Bruno Pisaturo e Massimo Ricciardi. I partecipanti ribadirono, con ampi particolari, la necessità del rispetto da parte degli abitanti, nei confronti dell’architettura e del verde, nel rispetto altresì del patrimonio artistico dei luoghi. Sono anche da ricordare personaggi del luogo che hanno tutelato la loro isola amata, come ad esempio il noto anacaprese scrittore Raffaele Vacca, che tanto si è adoperato per organizzare e sostenere per molti anni il “Premio Capri San Michele”, conferito nel mese di settembre a personaggi di particolare fama. Almerico Realfonzo lo ricevette per il suo lavoro di ingegnere nel 2015. Rilevante è il lavoro della nota giornalista, accreditata anche presso la Santa Sede, Marcella Leone De Andreis che scrisse diversi libri su Capri: “Capri 1939” nel 2002, riscritto più ampio col titolo “Capri 1939 l’Isola in bianco e nero”, stampato nel 2018 libro eccezionalmente ricco di notizie sulla storia di Capri in cui sono raccontati episodi della prima metà del Novecento, illustrati da immagini particolari, tra cui il Principe di Piemonte accolto a Capri dal podestà Marino Dusmet de Smours che accolse molti altri illustri personaggi giunti nell’Isola, ospitati all’ Hotel Quisisana. La stessa Leone de Andreis, aveva scritto già “Capri 1950. Vita Dolce Vita. Personaggi e imprese sull’Isola negli anni Cinquanta” con la presentazione di Raffaele La Capria. Tutti libri editi da la Conchiglia. Da ricordare è ancora lo scrittore Jemes Money con “Capri la storia e i suoi protagonisti” edito da Rusconi nel 1993 e Humbert Kesel, napoletano di nascita, ma originario della germanica Kempten, che scrisse “Capri, Biografia di un’Isola”, cominciando dalle lontanissime origini, introdotto da Edwin Cerio, stampato nel 1997, sempre dalla Casa Editrice la Conchiglia creata da Ausilia Veneruso e da Riccardo Esposito, scrittore e pittore, ricordo i suoi straordinari “camouflages” nelle mostre nella sede di via Camerelle, seguiti dai figli, sempre attivi anche nelle rassegne di mostre, non solo a Capri ma anche a Napoli e a Roma. Ancora è da ricordare l’ “Almanacco Caprese” fondato da Benito Iezzi, e “Il giardino della memoria” di Dieter Richter, entrambi a cura dell’editrice La Conchiglia, 2015. Ancora diversi altri libri conservo su Capri, in tutti trovo brevi osservazioni a matita di Almerico che scopro con curiosità. Per ultimo Francesco Durante, nato ad Anacapri, purtroppo non più con noi, ha raccolto in “Due Capri” gli scritti di due scrittori americani in visita a Capri, del 2009 e in “Il richiamo azzurro” ricorda altri amanti dell’isola, libri editi da La Conchiglia. Da tenere presente è il Centro Archivistico e Documentale dell’Isola di Capri, da visitare anche per la cultura dei componenti, che pubblica “Il Caprifoglio” una Rivista di storia locale a cura dell’Associazione Achille Ciccaglione. Almerico nel suo ultimo libro ha scritto molto dell’isola, con i ricordi della sua gioventù, dopo la sua venuta a Napoli da Milano nel 1945. Vi mette in rilievo con i ricordi degli amici, dei luoghi capresi da loro frequentati, anche i nostri ricordi quando, appena sposati, mi fece conoscere i bei siti a me sconosciuti. La possibilità di scorrere tanti libri sull’isola, anche se ne ho citati solo alcuni, lascia percepire quanto i nostri luoghi siano importanti per la cultura italiana ed europea e quanto sia opportuno che se ne rispetti e tuteli la storia anche se in questo momento è rilevante la impossibilità del riscontro, se non soltanto attraverso libri e visioni per immagini video.