Gli sperimentatori e la sindrome del “successo come al solito”

67
 
Non l’arte della conversazione, bensì le pratiche collusive contraddistinguono il nostro Bazar.
È molto dibattuto il tema di come progettare e applicare pratiche che facciano interagire le competenze interne all’impresa con quelle disponibili all’esterno, così evitando la sindrome del ‘non lo abbiamo inventato noi e quindi non va bene’. Questa che in senso lato si definisce “innovazione aperta”, è, però, più di un incontro di competenze: è cultura o, come direbbero i philosophes dell’Illuminismo, ‘arte della conversazione’ che investe l’intera società e il cui orizzonte è, quindi, molto più vasto dell’orizzonte ristretto alle pratiche padroneggiate dagli esperti che perseguono strategie d’innovazione. È una cultura dell’immaginazione, esplorazione, sperimentazione e creazione, in un equilibrio dinamico tra introspezione e apertura mentale, che tocca le corde più sensibili dell’immaginazione umana proiettata verso eventi futuri. Per le organizzazioni e gli individui chiamati ad esporsi ed esprimersi sulla scena dell’innovazione aperta, ha inizio un viaggio d’esplorazione nel vasto campo delle condizioni e abitudini della mente umana sfidata a misurarsi con la realtà esterna in condizioni d’incertezza che sollevano seri dubbi sul se e sul come presentarsi su quella scena.
Il futuro è imperscrutabile, ambiguo, e aperto a tutte le alternative. Una mossa importante di un concorrente, o una nuova tecnologia, a volte è tutto quello che serve per segnare il declino di un impero determinato a far crescere le proprie fortune rapidamente, premendo sul pedale dell’acceleratore. Se il vostro business attuale è come un giardino curato nei minimi dettagli, con aiuole pulite e alte mura, questo non basta. La prossima opportunità (o minaccia) si può trovare al di fuori di quelle mura, all’incrocio disordinato di settori e mercati.
L’innovazione aperta è un sentiero che ci riporta agli antichi romani che con il verbo patēre intendevano dire ‘ Io sono accessibile’, ‘Io sono esposto’ all’immaginazione, all’esplorazione, alla sperimentazione e alla creazione. È lungo questo sentiero a forma di spazio aperto che i viandanti creano o vanno in cerca di opportunità, e trovano soluzioni per problemi difficili o contorti.
L’innovazione aperta con la conoscenza, le competenze e abilità liberamente scambiate tra i gruppi culturali è lo spirito del tempo che viviamo, contraddistinto dall’enfasi posta sulle più ampie possibilità d’accesso a nuove conoscenze e risorse, e alla loro traduzione imprenditoriale. Ne emerge una cultura ibrida arricchita da un canone di opzioni che rispecchia i diversi aspetti dell’innovazione aperta. Tra questi, l’altruismo merita di essere preso in considerazione, e con esso l’apertura alla sperimentazione con soluzioni anche irrituali e non prescrittive.
Sperimentare in un ambiente d’innovazione aperta significa essere focalizzati sull’esplorazione anziché sullo sfruttamento dell’esistente. Gli sperimentatori cercano di tenere bene in mente il grande quadro e guardano con diffidenza all’eccesso di efficienza e ottimizzazione. Di conseguenza, si sforzano di scoprire nuovi orizzonti e, quindi, tentano di tracciare percorsi inediti. Gli sperimentatori si rendono conto che l’obiettivo non è inseguire un orizzonte fisso, ma capire quando e come l’orizzonte si sposta al loro avvicinarvisi. Così operando, gli sperimentatori sfidano le forze gravitazionali dello status quo. Resistendo alla sindrome del “successo come al solito”, esplorano tecnologie emergenti e nuovi modelli di business. Questa prospettiva li aiuta a promuovere modi non convenzionali di pensare e risolvere determinati problemi.