Gli States sono il primo mercato
E le banche aiutano l’espansione

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Credit Agricole e Sace spingono Isaia&Isaia verso la conquista del mercato americano. Il brand napoletano di alta moda, infatti, ottiene un finanziamento da 1,5 milioni di euro per aprire un nuovo Credit Agricole e Sace spingono Isaia&Isaia verso la conquista del mercato americano. Il brand napoletano di alta moda, infatti, ottiene un finanziamento da 1,5 milioni di euro per aprire un nuovo store a Los Angeles, in California, e potenziare il proprio sistema informativo. “Isaia, ormai sinonimo di Contemporary Tradition Made in Italy – dicono in vertici di Credit Agricole e Sace – ha affrontato un processo complesso di industrializzazione a partire dagli anni ‘80 che vede le sue radici nella tradizione artigianale e che ad oggi vanta una collezione mono brand store a livello internazionale, oltre che una distribuzione capillare worldwide”. Secondo gli esperti “i costanti trend di crescita registrati dallo storico marchio napoletano rappresentato una sfida vinta nell’ambito della situazione di stallo globale e del Mezzogiorno”. Quanto agli Stati Uniti d’America gli ultimi dati rivelano che il corallino rosso, emblema di Isaia, ottiene proprio in questo mercato una fetta notevole del fatturato aziendale che supererà i 39 milioni di euro nel 2014. Il sostegno di Sace, che in ambito internazionale sa bene come e dove muoversi, è determinante per la buona riuscita del progetto, che abbina la promozione del marchio e la riconoscibilità del Made in Naples in quel segmento molto competitivo che è l’alta moda maschile. Isaia, tanto per citare solo le ultime operazioni di Sace, è in ottima compagnia: due settimane fa, infatti, il gruppo d’investimento mette 1,5 milioni di euro, insieme a Bper (di cui fa parte Banca della Campania) per lo sviluppo internazionale del prestigioso brand vinicolo Zaccagnini e qualche giorno fa, in collaborazione la Popolare di Milano, arriva il finanziamento da 15 milioni per il rafforzamento, nel mondo, dell’immagine di Mv Agusta, una delle imprese di eccellenza nel campo della progettazione e costruzione di motociclette. Lo sbocco internazionale, per Isaia, è una naturale evoluzione visto che a questo si mira da circa 30 anni, da quando entrano in gioco le nuove generazioni e quella che è nata negli anni ‘20 del secolo scorso come una apprezzata sartoria si trasforma in una società che esporta in Cina, Giappone, Usa e area Euro. L’internazionalizzazione, però, per la famiglia Isaia non significa cedere il passo alle logiche di produzione low cost dei giorni nostri. Infatti tutti i prodotti vengono ancora confezionati nello stabilimento di Casalnuovo, in provincia di Napoli, dove da sempre l’azienda ha il suo centro operativo e creativo. Del resto secondo il management questo è l’unico modo per tenere viva quella dimensione legata al Made in Naples che rappresenta il vero veicolo di marketing da sfruttare in tutto il mondo. E funziona, visto che il 90 per cento della produzione finisce all’estero e il solo mercato statunitense assorbe il 50 per cento di tutti i prodotti a marchio Isaia. Un brand che negli ultimi anni raggiunge fatturati medi di 35 milioni di euro e fa capo a una società in grado di dare lavoro a 200 dipendenti. Molti dei quali sono proprio del paese a cui il nome Isaia è maggiormente legato. Si vede che fuori dall’Italia questo profilo artigianale che l’azienda riesce a custodire nonostante sia ormai proiettata verso la categoria della medio grande industria, piace e fa vendere. E fin quando va così meglio non cambiare nulla.