Golpe in Sudan

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Khartoum, 11 apr. (AdnKronos) – Occhi puntati sul Sudan. Dopo mesi di proteste antigovernative contro il presidente Omar al-Bashir, l’esercito sudanese prepara un “importante” annuncio: diversi mezzi militari sono nel complesso che ospita il quartier generale dell’esercito e la residenza ufficiale del presidente. L’annuncio atteso ha alimentato voci di un possibile golpe.

Intanto alti esponenti del governo sudanese sono stati arrestati, mentre l’aeroporto sarebbe stato chiuso. A riferirlo, su Twitter – parlando di ‘arresti in massa’ nell’esecutivo – è una giornalista sudanese, citata dalla ‘Bbc’. Sarebbe stata inoltre cancellata – secondo notizie non confermate ufficialmente – la manifestazione a sostegno del presidente in programma a Khartoum.

Al momento migliaia di persone si stanno dirigendo verso il compound che ospita il ministero della Difesa per unirsi ai manifestanti che chiedono la fine del regime di al-Bashir: testimoni riferiscono di veicoli militari posizionati su snodi stradali strategici e sui ponti nella capitale.

L’ESERCITO – “L’esercito sudanese farà un’importante dichiarazione”: i militari hanno dato così la notizia dell’imminente annuncio, dopo mesi di proteste – iniziate a dicembre – contro il governo del presidente salito al potere nel 1989 grazie a un colpo di Stato. Una fonte militare citata dalla Dpa ha confermato che blindati hanno circondato l’ufficio di al-Bashir.

Durante le manifestazioni nel fine settimana, sette persone erano state uccise e 2.496 erano state arrestate. Inoltre, aveva riferito il ministro dell’Informazione Bushara Juma’a Aror, 15 civili erano rimasti feriti, così come 42 membri delle forze di sicurezza.

ONU – Nei giorni scorsi il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres aveva lanciato un appello a tutti coloro che sono coinvolti nelle proteste in Sudan per evitare la violenza e invitato il governo a promuovere un dialogo inclusivo, sottolineando che l’Onu è pronto a sostenere ogni sforzo per risolvere pacificamente la crisi del Paese. “Si chiede il pieno rispetto dei diritti umani, compresa la libertà di riunione, la libertà di espressione e la liberazione dei manifestanti detenuti”.