Gorki e altri rivoluzionari russi in Costiera, ristampata la Pravda (1929) di Sorrento

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Maksim Gorkij a Sorrento negli anni Venti con una gamiglia del posto

Nasce in formato libro la finora inedita “Sorrentinskaya Pravda” di Maksim Gorki, il giornale manoscritto creato nel 1924 dallo scrittore e drammaturgo russo assieme ad alcuni dei suoi celebri ospiti intellettuali durante il suo soggiorno a Sorrento. L’Associazione Conoscere Eurasia oggi lo ha presentato presso il Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli.
La pubblicazione facsimile è dedicata al 150 anniversario della nascita dello scrittore e comprende tutti i 4 numeri di questo giornale illustrato manoscritto che tratta di un largo ventaglio di tematiche, da scherzose a filosofiche. E’ redatto nella tradizione della Russia Ottocentesca degli intellettuali e, prima ancora, della nobiltà colta. Il libro contiene anche saggi di un notevole livello scientifico e commenti storici, letterari e biografici, preparati dall’Istituto della Letteratura Mondiale presso l’Accademia delle Scienze della Federazione Russa.
Per Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e Banca Intesa Russia: “Maksim Gorki è stato un interprete d’eccezione della bellezza che può nascere dall’incontro della cultura italiana e russa. L’anno scorso abbiamo festeggiato i 150 anni dalla sua nascita e siamo onorati di aver contribuito a rendere senza tempo il suo sguardo creativo su Sorrento e sulla Campania a lui tanto cara. Questa edizione non soltanto testimonia il nostro rispetto per il passato, ma il senso della continuità del tempo e della vita culturale ed artistica, dello stretto rapporto con il passato, con la stessa vita in tutta la sua complessità”.
Nato a Nižnij Novgorod, Maksim Gorki (1868-1936, nome d’arte di Aleksej Maksimovič Peškov) ha vissuto, innanzitutto per ragioni di salute, a Capri dal 1906 al 1913 e a Sorrento tra il 1921 e il 1928. Per lo più autodidatta, ha prodotto una moltitudine di scritti di grande rilievo ed ha svolto una enorme attività editoriale e pedagogica. Malgrado il suo rapporto complicato con la Russia postrivoluzionaria, viene considerato fondatore della letteratura sovietica e del realismo socialista.