Governo: Cida, tempi della politica rispettino quelli dell’economia

28

Roma, 3 mag. (Labitalia) – “In Italia ci sono imprese che hanno vinto la sfida dell’internazionalizzazione, ma hanno bisogno di un quadro normativo certo per consolidarsi e ci sono territori che possono uscire dalla recessione, ma hanno bisogno di colmare il gap produttivo ed infrastrutturale: questo chiede il Paese alla politica e non le liturgie partitiche che stanno caratterizzando questi due mesi post-elettorali”. Lo ha detto Giorgio Ambrogioni, presidente di Cida, la confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità pubbliche e private.

“Come rappresentanti dei manager e dei dirigenti italiani –ha spiegato Ambrogioni – abbiamo mantenuto un profilo basso dopo il 4 marzo, fiduciosi che in tempi accettabili avremmo avuto un nuovo esecutivo con cui confrontarci e affrontare al meglio gli impegnativi appuntamenti economici dei prossimi mesi. Non ci appassionano le schermaglie fra i partiti e preferiamo ragionare sulle cose da fare”.

Ad esempio, ha aggiunto il presidente della Cida “consentire alle centinaia di imprese che hanno saputo affrontare e vincere la sfida dei mercati internazionali (come e meglio dei partner europei) di consolidarsi, accrescere le proprie dimensioni, quotarsi in borsa, reperire il personale adeguato grazie ad un mercato del lavoro efficiente, dotarsi dei capitali necessari”.

Si tratta, ha osservato Ambrogioni di “funzioni tipicamente e squisitamente manageriali che Cida coltiva da sempre e con un network di competenze in grado di intervenire a supporto delle aziende che ne necessitano. Ma tutto questo richiede una normativa adeguata, flessibile e capace di aiutare queste imprese, non di ingabbiarle in vecchi e nuovi ‘lacciuoli’ burocratici”.

“Altro esempio: la nostra esperienza sul territorio ci ha dimostrato quanto sia più faticoso portare avanti iniziative di alternanza scuola-lavoro o di formazione professionale nel Mezzogiorno. Cida ha investito in questi progetti a livello nazionale, fornendo gratuitamente tutor e firmando un apposito protocollo con il Miur. Ma serve un impegno maggiore della componente pubblica: senza un efficiente legame fra le aule scolastiche e le imprese, come faranno i giovani meridionali ad entrare nel mondo del lavoro? Altro quesito per la politica, che resta tuttavia inascoltato mentre le delegazioni dei partiti salgono e scendono dal Quirinale”, ha sottolineato il presidente della Cida.

“La prossima settimana inizieranno le consultazioni sul Def da parte delle Commissioni speciali di Camera e Senato: ci auguriamo di poter parlare in quelle sedi, come faranno le associazioni datoriali ed i sindacati, ed esporre al nuovo Parlamento i nostri progetti e le priorità sulle cose da fare per non lasciarci sfuggire i fermenti di ripresa economica presenti nel Paese. Non vogliamo sostituirci alla politica, ma abbiamo il dovere di rappresentare la nostra realtà, fatta da dirigenti e manager che vivono ed operano nelle imprese, nelle scuole, negli ospedali e nella pubblica amministrazione. Una testimonianza in grado di fornire il quadro dei problemi veri e, spesso, le soluzioni per risolverli”, ha concluso Ambrogioni.