Il Governo, il Presidente ed Erasmo da Foggia

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In foto un ritratto di Erasmo da Rotterdam

di Vincenzo Olita

I contrasti e le polemiche sulla nascita del nuovo governo, al di là delle preconcette posizioni di parte, delle interessate opinioni dei partiti e di un’informazione tanto copiosa quanto zelante, non sono riusciti a riportare a sintesi tre aspetti essenziali del conflitto.

E’ nato un governo illegittimo, illiberale, antidemocratico? Certamente no! In presenza di una democrazia parlamentare la legittimità dei governi è data dalla costituzione di una maggioranza, appunto, parlamentare.

Il ruolo svolto dal Presidente della Repubblica il più delle volte superficialmente interpretato dalla dottrina e, a secondo delle circostanze, dalla politica come notarile, super partes e garante della Costituzione, fermo restante l’integrità di quest’ultimo aspetto, ancora una volta, ha dimostrato l’inevitabile missaggio tra funzioni istituzionali e quelle più propriamente politiche. E’ una prospettiva che, volontariamente, sfugge a coloro che ritengono di dover necessariamente riaffermare una sorta di sacralità istituzionale del Capo dello Stato.

Il terzo aspetto attiene al vecchio/nuovo Presidente del Consiglio il cui mandato non ha implicazioni istituzionali, ma controindicazioni politiche che non riguardano solo i 5Stelle, che hanno ritenuto d’indicarlo, ma il Paese nel suo complesso. Ci ritroviamo con un capo dell’Esecutivo che non avverte valore e significato della responsabilità individuale, considerato che con settimanale disinvoltura, in una giravolta di 360 gradi, disconosce il suo stesso operato avviando una profonda riconversione del suo pensiero. La politica è l’arte del possibile storica definizione di Otto von Bismarck che però non contempla, né presuppone una drastica mancanza di dignità. Ci eravamo già soffermati sulla statura del personaggio in occasione della nascita della sua prima presidenza, considerando la volontaria opacità del suo curriculum. Usando melodiose e accattivanti espressioni come nuovo umanesimo, orizzonte ideale del Paese acquisisce banali, ma significative, attestazioni di benevolenza. Noi non siamo in grado di stabilire se il richiamo al nuovo umanesimo sia da ricondurre al movimento massonico, che ad esso si ispira, o all’umanesimo classico che in Europa ha come suo massimo esponente Erasmo da Rotterdam; considerato lo spessore del Presidente crediamo di non sbagliare se lo ricorderemo come Erasmo da Foggia.