Grecia, è il D-day

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A cura di Antonio Arricale Riflettori più che mai puntati sulla Grecia, oggi. I mercati finanziari europei sono visti deboli in avvio, con gli operatori concentrati sull’Eurogruppo straordinario convocato nel pomeriggio a A cura di Antonio Arricale Riflettori più che mai puntati sulla Grecia, oggi. I mercati finanziari europei sono visti deboli in avvio, con gli operatori concentrati sull’Eurogruppo straordinario convocato nel pomeriggio a Bruxelles per esaminare la proposta avanzata dal Governo della Grecia, riguardante l’estensione del prestito per sei mesi. Ieri, in mattinata, il premier elleno Alexis Tsipras ha inviato una nuova proposta di mediazione anticrac per conservare i crediti europei più a lungo e con meno austerità. La Commissione ha parlato di «una buona base» di ripartenza, ma Berlino ha chiarito subito che non le sembrava per nulla un passo in avanti: «E’ un cavallo di Troia per incassare gli aiuti senza vincoli». All’ultimatum dell’Eurogruppo la Grecia ha risposto con un «aut aut», spaccando di fatto il fronte politico tedesco, coi centristi sulla linea dura e i socialdemocratici più accondiscendenti. Così come ben disposti verso la Grecia appaiono Francia e Italia. Ieri sera c’è stata una telefonata di 50 minuti tra la cancelliera Merkel e Tsipras. Il colloquio è stato definito “costruttivo” da un funzionario del governo ellenico. E girandola di telefonate, ovviamente, in vista della ministeriale di oggi anche tra i tecnici dell’Eurogruppo, cui parteciperà, contrariamente alle voci circolate, anche il ministro Padovan («La vicenda è troppo importante per essere assenti al tavolo», ha commentato il premier Renzi) per cercare di ricomporre la disputa. Ieri sera a Wall Street l’S&P 500 ha terminato a -0,11% (ma con nuovo record storico a 2102,13 punti), il Nasdaq Composite a +0,37%, il Dow Jones Industrial a -0,24%. I future sui principali indici americani al momento sono in parità. A Tokyo il Nikkei 225 ha terminato a +0,37%, mentre Hong Kong e Shanghai sono rimaste chiuse per festività (nuovo anno cinese). Borse asiatiche La ripresa economica spinge la borsa giapponese. Volumi in calo in chiusura di settimana per la Borsa di Tokyo, tra le poche aperte in concomitanza con la ricorrenza del nuovo anno lunare. Il Nikkei ha comunque proseguito la propria corsa facendo registrare un progresso dello 0,37% sostenuto dai recenti dati macro che hanno evidenziato la ripresa dell’attività economica del paese Sol Levante. In rialzo ancora una volta i titoli delle società esportatrici dopo i dati di ieri che hanno evidenziato un exploit delle esportazioni, favorite soprattutto dalla debolezza dello yen. Questa mattina sul fronte macroeconomico da segnalare l’indice Pmi stilato da Markit/Jmma che resta ancora abbondantemente sopra la soglia di 50 punti, che separa crescita da recessione, anche nella lettura preliminare relativa a febbraio, ma il dato fa comunque registrare un rallentamento a 51,5 punti dai 52,2 della lettura definitiva di gennaio (52 punti in dicembre) e a fronte dei 52,5 punti attesi dagli economisti. Il sottoindice dell’output rimane al valore della lettura finale di gennaio di 52,7 punti. Una circostanza che ribad isce di fatto la fase d’espansione del manifatturiero in Giappone. Haruhiko Kuroda, governatore della Bank of Japan (BoJ), parlando davanti al Parlamento nipponico ha sottolineato che l’istituto ha diverse opzioni di politica monetaria disponibili per ottenere il target del 2% d’inflazione prefissato. Secondo Kuroda il massiccio programma di acquisto di bond (80.000 miliardi di yen l’anno, pari a oltre 590 miliardi di euro) non sta creando problemi al mercato dei titoli di Stato. In settimana la BoJ aveva confermato la sua politica monetaria e il tasso di riacquisto di bond al valore introdotto lo scorso 31 ottobre. Borsa Usa A New York i principali indici hanno chiuso la seduta misti. Il Dow Jones e l’S&P 500 hanno perso rispettivamente lo 0,24% e lo 0,13% mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,37%. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 13 febbraio si sono attestate a 283 mila unità, inferiori sia alle attese degli analisti pari a 293 mila che al dato rilevato la settimana precedente (304 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione si attesta a 2,425 milioni, superiore ai 2,374 milioni attesi. La Federal Reserve di Philadelphia ha reso noto che il proprio Indice, che monitora l’andamento dell’attivita’ manifatturiera dell’area di Philadelphia, si e’ attestato nel mes e di febbraio a 5,2 punti dai 6,3 punti di gennaio, risultando inferiore alle attese degli analisti che si aspettavano un valore dell’indice di 9,3 punti. Il Leading Indicators è aumentato a gennaio dello 0,2%. Gli economisti avevano previsto un aumento dello 0,3%. Sul fronte societario Wal-Mart Stores -3,2%. Il gigante della grande distribuzione ha chiuso il quarto trimestre con un utile di 4,97 miliardi di dollari, in crescita rispetto a 4,43 miliardi dello stesso periodo di un anno prima. Escluse le poste straordinarie l’utile si è attestato a 1,61 dollari per azione, 7 centesimi in più rispetto alle attese. Deludenti invece i ricavi, aumentati a 131,6 miliardi da 129,7 miliardi ma meno rispetto ai 132,5 miliardi attesi. Per il trimestre in corso la società stima un utile per azione di 0,95-1,10 dollari mentre per l’intero esercizio l’Eps è visto nel range 4,70-5,05 dollari. Le stime sono inferiori al consensus. Gli analisti avevano previsto un Eps trimestrale di 1,14 dollari e dell’intero anno a 5,20 dollari. Priceline Group +8,46%. L’agenzia di viaggi su internet ha pubblicato una trimestrale superiore alle attese. Lo scorso trimestre l’utile è aumentato a 452 milioni di dollari da 378 milioni di un anno prima mentre i ricavi sono cresciuti a 1,84 miliardi da 1,54 miliardi. Escluse le poste straordinarie l’utile si è attestato a 10,85 dollari per azione (consensus 10,10 dollari). Deludenti invece le stime per il trimestre in corso. L’utile per azione è atteso tra 7,20 e 7,75 dollari contro 8,39 dollari attesi dagli analisti. T-Mobile US +2,81%. L’operatore telefonico ha chiuso il quarto trimestre con un utile di 101 milioni di dollari (0,12 dollari per azione) contro la perdita di 20 milioni dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono aumentati del 19,4% a 8,15 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,05 dollari su ricavi per 7,89 miliardi. Kimberly-Clark -0,91%. Il gruppo dei beni di consumo ha aumentato il dividendo trimestrale del 4,8% a 0,88 dollari per azione. DirecTV -0,15%. L’operatore satellitare ha chiuso il quarto trimestre con un utile di 778 milioni di dollari (1,53 dollari per azione), in calo rispetto a 810 milioni dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono invece aumentati del 4% a 8,922 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 1,39 dollari su ricavi per 8,915 miliardi. Ball -4,29%. Il produttore di lattine per bibite ha annunciato l’acquisto della rivale britannica Rexam per 4,4 miliardi di sterline. Europa Le principali Borse europee hanno aperto l’ultima seduta dell’ottava deboli in attesa dell’Eurogruppo. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,29% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,3%. Poco sopra la parità il Ftse100 di Londra (+0,05%). Oggi si riuniscono i ministri delle Finanze della zona euro per esaminare la proposta della Grecia di una estensione di 6 mesi dei prestiti. Sul fronte societario Adidas +1,4%. Deutsche Bank ha alzato il rating sul titolo del gruppo dell’abbigliamento sportivo a hold da sell. Danone -2%. Il gruppo alimentare ha chiuso lo scorso esercizio con profitti netti in calo a 1,12 miliardi di euro da 1,42 miliardi del 2013. Essilor -1%. Societe Generale ha tagliato la raccomandazione sul titolo del produttore di lenti da vista a hol d da buy. Bayer -0,2%. Secondo Bloomberg il gruppo chimico potrebbe cedere il business dei prodotti per l’autocontrollo della glicemia in pazienti diabetici a Panasonic Healthcare Holdings per una cifra vicina ai 2 miliardi di euro. Gemalto -5%. Secondo Edward Snowden il produttore di schede sim avrebbe subito un attacco dalla NSA americana. Italia Il Ftse Mib segna -0,27%, il Ftse Italia All-Share -0,24%, il Ftse Italia Mid Cap -0,06%, il Ftse Italia Star +0,15%. Mercati azionari europei in leggera flessione. Petroliferi in ordine sparso con Tenaris (-2,9% a 12,53 euro) che perde ulteriore terreno dopo la flessione di ieri sempre in scia ai dati 2014 e soprattutto alle deludenti previsioni per il 2015. Natixis ha abbassato il target sul titolo da 12,90 a 12,00 euro, con raccomandazione REDUCE confermata. Il settore è però in recupero (EURO STOXX Oil & Gas +0,4%) grazie al rimbalzo del greggio dai minimi di ieri. In lieve rialzo Saipem (+0,1%) ed Eni (+0,1%). In calo Atlantia (-1%): ieri il cda della controllata Autostrade per l’Italia S.p.A. ha autorizzato l’emissione, entro il 31 dicembre 2015, di uno o più nuovi prestiti obbligazionari per un importo complessivo massimo non superiore a 1,5 miliardi di euro rivolti al pubblico indistinto in Italia. Avvio di seduta positivo per Banca MPS (+3%) con l’intervista di Frederic de Courtois, a.d. di Axa, a MF. Il manager ha dichiarato che il colosso assicurativo francese, secondo maggior azionista di Rocca Salimbeni con il 3,17%, è pronto a partecipare all’aumento di capitale ed è favorevole ad aggregazioni in quanto viste come opportunità per crescere nella bancassicurazione. Telecom Italia (+0,3%) in verde con risultati 2014 in linea con le attese: ricavi a 21.573 milioni di euro, in calo del 7,8% a/a ed EBITDA pari a 8.786 milioni di euro, -7,9% a/a, entrambi in linea con le attese. Il cda ha approvato la fusione per incorporazione di TI Media (-2,4%), di cui già deteneva il 77,71%: agli azionisti della controllata saranno assegnate 0,66 azioni ord. Telecom Italia ogni azione ord. TI Media, 0,47 azioni risp. Telecom Italia ogni azione risp. TIMedia. In alternativa recesso a prezzi di mercato. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro il terzo trimestre 2015.


I dati macro attesi oggi Venerdì 20 febbraio 2015 02:35 GIA Indice PMI manifatturiero (prelim.) feb; 08:00 GER Indice prezzi alla produzione gen; 09:00 FRA Indice PMI manifatturiero (prelim.) feb; 09:00 FRA Indice PMI servizi (prelim.) feb; 09:30 GER Indice PMI manifatturiero (prelim.) feb; 09:30 GER Indice PMI servizi (prelim.) feb; 10:00 EUR Indice PMI composito (prelim.) feb; 10:00 EUR Indice PMI manifatturiero (prelim.) feb; 10:00 EUR Indice PMI servizi (prelim.) feb; 10:00 ITA Fatturato industriale dic; 10:00 ITA Ordini all’industria dic; 10:30 GB Vendite al dettaglio gen; 11:00 ITA Inflazione (finale) gen; 15:45 USA Indice Markit PMI manifatturiero (prelim.) feb.