Grecia, per S&P il default è dietro l’angolo

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A cura di Antonio Arricale

Per la Grecia il default è dietro l’angolo. Questione di mesi, al massimo un anno. E’ questo ciò che pensa Standard and Poor’s. Per l’agenzia di valutazione statunitense non ci sono più margini di recupero, ormai. Il rating della Grecia è passato a “CCC” da “CCC+” con outlook negativo. Il taglio del rating greco – ha spiegato in una nota S&P – riflette la possibilità che non venga raggiunto un accordo con i creditori internazionali e che la Grecia finisca in default nell’arco di 12 mesi. “Il ritardo del pagamento all’FMI – ha aggiunto – dimostra che il governo sta dando la priorità ad altri pagamenti, piuttosto che onorare i suoi obblighi verso i creditori”. Intanto, il governo Tsipras sta continuando a negoziare con l’UE. Ieri, si vociferava di una bocciatura di Bruxelles all’ultima proposta avanzata dal premier greco, ma è giunta subito la smentita. La posizione della Germania è quella di continuare a mediare, tanto che la cancelliera tedesca Angela Merkel avrebbe detto ad Atene di “ritenersi soddisfatta” anche se il governo si impegna ad attuare una sola delle riforme chieste. Impegno che – secondo le agenzie di stampa che riportano voci filtrate in mattinata da ambienti vicini a Bruxelles – la Grecia avrebbe infine assunto. Sarà la volta buona? Intanto, da registrare l’ennesima apertura della Merkel: “Dove c’è una volontà, c’è un modo per risolvere il problema”, ha detto ai giornalisti al suo arrivo a Bruxelles. “L’obiettivo è quello di mantenere la Grecia nella zona euro”.

Borse asiatiche

Borse asiatiche in recupero questa mattina in scia al positivo andamento di ieri a Wall Street ed all’ottimismo che si respira in merito ad una possibile soluzione della crisi greca. Tokyo ha chiuso le contrattazioni in crescita dell’1,68% a 20382 punti mentre Hong Kong guadagna lo 0,69%.Seduta positiva anche a Seoul in rialzo dello 0,26% mentre Shanghai appare più debole arretrando dello 0,2% circa. In ambito macroeconomico da segnalare che la Bank of Korea, dopo averli lasciati invariati negli ultimi due mesi, ha tagliato i tassi d’interesse di 25 punti base ai minimi dell’1,50% (li aveva già ridotti tre volte nel 2014). In Corea del Sud è salito a 122 il numero di persone affette dalla Middle East Respiratory Syndrome (Mers), che ha già fatto nove vittime nel Paese del Sud-Est asiatico e rischia di causare danni per miliardi di dollari all’economia di Seoul. Per la prima volta in oltre quattro anni anche la Reserve Bank of New Zealand ha tagliato i tassi d’interesse dal 3,50 al 3,25% e ha dichiarato che “ulteriori alleggerimenti potrebbero essere appropriati”. La Nuova Zelanda, la cui economia è in gran parte focalizzata sull’agricoltura, è a rischio a causa del rallentamento della Cina e del declino dei prezzi nel settore caseario, primo settore per il Paese dal punto di vista dell’export. La Banca centrale della Thailandia invece li ha lasciati invariati dopo che nei precedenti due incontri della Commissione per le politiche monetarie li aveva ridotti a sorpresa, in entrambi casi con decisioni non unanimi, fino all’1,50% che resta il livello più basso di sempre dopo l’1,25% del giugno 2010. La Bank of Thailand ha motivato la sua scelta con rischi ribassisti per l’outlook economico. In aprile, il ministero delle Finanze del Paese del Sud-Est asiatico aveva rivisto al ribasso, per la seconda volta quest’anno, la stima di crescita dell’economia: il Pil è atteso in progresso del 3,7% nell’anno contro precedenti stime del 3,9% (anche l’outlook sull’export è stato tagliato). La World Bank intanto, che nel suo rapporto semestrale Global Economic Prospects, ha rivisto al ribasso dal 3% al 2,8% la stima di crescita del Pil globale nel 2015, ha mandato un messaggio di prudenza, per bocca del suo capo economista Kaushik Basu, alla Federal Reserve Usa, suggerendo di rinviare il ritorno a una politica di aumento dei tassi d’interesse. “Se dovessi dare un consiglio alla Fed – ha detto Basu – raccomanderei di aspettare il prossimo anno. La mia preoccupazione è che una mossa affrettata potrebbe causare pressioni sui tassi di cambio, rafforzando il dollaro, che non sarebbe una buona cosa per l’economia Usa e avrebbe ripercussioni anche su altre nazioni”. In Cina la produzione industriale, secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica, ha registrato in maggio una modesta accelerata rispetto ad aprile. Il dato infatti segna un progresso del 6,1% contro il 5,9% del mese precedente (5,6% in marzo) e sopra al 6,0% del consensus. Abbastanza da lasciare sperare che nel trimestre in chiusura a fine giugno la produzione industriale cinese farà meglio dei minimi in sei anni del precedente periodo. Sempre in Cina le vendite al dettaglio in maggio sono cresciute del 10,1% segnando un moderato miglioramento rispetto al 10% di aprile, tasso annuo di crescita più basso dal febbraio 2006 (in marzo il progresso era stato del 10,2%). Il dato, ben inferiore al 12% medio registrato nell’intero 2014, è comunque in linea con il consensus.

Borsa Usa

A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in netto rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato l’1,33%, l’S&P 500 l’1,2% e il Nasdaq Composite l’1,25%. Il Dow Jones ha interrotto una serie negativa lunga cinque sedute. I mercati hanno beneficiato di alcune notizie sulla Grecia. La Bce ha aumentato il tetto massimo dei prestiti (Ela) alle banche greche mentre secondo Bloomberg, la Germania avrebbe assunto un atteggiamento più morbido. Il petrolio (Wti) ha chiuso il rialzo del 2,14% a 61,43 dollari al barile. Tra i maggiori rialzi da segnalare Visa (+2,41%), Microsoft (+2,1%) e Caterpillar (+2%). Johnson Controls +3,9%. Il gruppo industriale ha annunciato l’intenzione di separare il business automotive per concentrarsi su attività più redditizie. Goldman Sachs e Centerview Partners sono stati scelti come financial advisors. Hcc Insurance +36,41%. La giapponese Tokio Marine Holdings ha annunciato l’acquisto dell’assicuratore texano per 7,5 miliardi di dollari. Tesla Motors -2,07%. Il produttore di auto elettriche ha annunciato le dimissioni del chief financial officer Deepak Ahuja. Target +0,99%. La catena discount ha aumentato il dividendo trimestrale del 7,7% a 0,56 dollari per azione ed ha raddoppiato l’importo del programma di acquisto di azioni proprie a 10 miliardi di dollari. Nvidia -1,78%. Nomura ha tagliato il rating sul titolo del produttore di processori grafici a neutral da buy. GoPro -1,31%. In un report Citigroup ha rivisto al ribasso le stime di vendite del produttore di microcamere indossabili. Visteon -1,35%. Il gruppo dei ricambi per auto ha nominato Sachin Lawande Ceo della società a partire dal prossimo 29 giugno. Netflix +3,7%. L’assemblea degli azionisti del gruppo di streaming tv ha approvato un importante aumento del numero di titoli, primo passo verso uno split azionario.

Europa

Le principali Borse europee dopo i primi scambi sono in leggero rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,1%, il Cac40 di Parigi lo 0,2%, il Ftse100 di Londra lo 0,05% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,3%. In Francia l’Ufficio di Statistica Insee ha pubblicato i dati finali sull’inflazione. In maggio l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,2% su base mensile risultando inferiore alle attese (+0,3%) ed ha segnato una variazione positiva dello 0,3% su base annuale. In crescita dello 0,2% su base mensile anche l’indice armonizzato. L’Indice dei Salari non agricoli (valori finali), che misura la variazione del numero di posti di lavoro nel corso in tutte le attività non agricole, è rimasto invariato, nel primo trimestre 2015 migliorando le attese e la rilevazione precedente, entrambe fissate su un indice pari a -0,1%. Vendite sulle Telecom e sul comparto media. Poco mosso il settore petrolifero. Tra i singoli titoli Royal Mail -3%. Londra ha annunciato la cessione del 15% del capitale del gruppo dei servizi postali per 750 milioni di sterline. Lloyds Banking Group +0,05%. Il governo britannico ha ridotto la partecipazione nel gruppo bancario al 17,9% del capitale. Lvmh +1,7%. Jp Morgan ha alzato il rating sul titolo del gruppo del lusso a overweight da neutral. Daimler +0,2%. Il presidente della casa automobilistica tedesca, Dieter Zetsche, ha detto di attendersi un secondo trimestre migliore rispetto al primo.

Italia

Il Ftse Mib segna +0,32%, il Ftse Italia All-Sh are +0,27%, il Ftse Italia Mid Cap +0,19%, il Ftse Italia Star -0,06%. Rimbalzo ieri a Piazza Affari dopo una serie di sedute negative: l’indice Ftse Mib ha chiuso con un progresso del 2,50% a 23.091 euro. Grande movimento anche sull’obbligazionario dove il rendimento del bund decennale è balzato all’1%, massimo dallo scorso settembre. Relativamente ai titoli, Unicredit (+2,58% a 6,36 euro) ha snobbato il downgrade arrivato da Standard & Poor’s che ha abbassato il rating sull’istituto di credito milanese di due tacche a BBB+ da A- con outlook negativo. Gli acquisti sono stati sostenuti anche sugli altri titoli del comparto bancario: Popolare dell’Emilia Romagna ha guadagnato il 3,50% a 7,835 euro, Popolare di Milano il 3,82% a 0,95 euro, Intesa SanPaolo il 3,61% a 3,27 euro, Ubi Banca il 4,28% a 7,43 euro. Molto bene Piaggio (+3,65% a 3,12 euro) che ha raccolto le energie necessarie per superare area 3,00 e accelerare fino al test a 3,09/3,10 dei top del 2014 allineati con quelli del 2011. Lettera su alcuni titoli industriali: su tutti spicca la flessione di IMA (-7,05%), seguita da Danieli&C (-1,9%), Finmeccanica (-0,9%).


I dati macro attesi oggi

Giovedì 11 giugno 2015

01:50 GIA Indice BSI (grande manifattura) T2;

07:30 CINA Produzione industriale mag;

07:30 CINA Vendite al dettaglio mag;

07:30 FRA Occupati non agricoli (finale) T1;

08:45 FRA Inflazione mag;

14:30 USA Indice prezzi importazioni mag;

14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;

14:30 USA Vendite al dettaglio mag;

16:00 USA Scorte delle imprese apr.