Green Blue Days, la parola chiave è rinascenza: due installazioni la declinano in maniera sostenibile

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Si avvicina la data d’inizio dei Green Blue Days, l’evento sulla sostenibilità sistemica in programma a Napoli dal 13 al 15 ottobre presso il Complesso monumentale di San Domenico Maggiore. La parola chiave sarà #rinascenza un concetto declinato plasticamente attraverso due installazioni costruite e da scoprire, zigzagando nel chiostro. A partire dai due volumi presenti nel giardino del chiostro in cui l’uomo si riscopre e sfida i suoi limiti, ritrovando il gusto del futuro, della natura e dell’equilibrio che è alla base di essa. Un equilibrio reso spesso vulnerabile dall’intervento umano, che in queste installazioni cerca invece di essere il meno invasivo possibile, a partire dalla scelta dei materiali utilizzati (tutti coerenti con il principio della sostenibilità), offrendo ai visitatori un punto di vista “altro”, non comune e scontato, frutto di una visione green e socialmente sostenibile.
A latere dunque del programma principale della tre giorni, che è incarnato dai “Lab” (sessioni a carattere scientifico accademico) e dai “Talk” (sessioni a carattere culturale orientate ad un ampio pubblico), i Green Blue Days offriranno una ribalta a due special project. Il primo si chiama “GreenBlueHouse”, è firmato dallo Studio Giuliano Andrea dell’Uva Architetti, dalla paesaggista Marta Fegiz e dall’esperto di verde Giovanni Masucci, che con Batù Srl curerà le installazioni botaniche. La realizzazione sarà di amato1926 e Scognamiglio G&R. L’idea nasce dal desiderio delle fondatrici dell’evento – Sonia Cocozza (Creative Director), Rosy Fusillo (Project & Design Manager) e Elisabetta Masucci (Event Manager) – di immaginare uno spazio abitativo realmente sostenibile partendo proprio dal chiostro di San Domenico Maggiore. “Che rappresenta un esempio plastico di economia circolare – ci dice Sonia Cocozza –, essendo un’eredità culturale restituita alla collettività grazie al lavoro silenzioso dei monaci, che hanno nei secoli dato prova al loro interno di autosufficienza e autoproduzione”. “E’ una sfida che abbiamo raccolto con entusiasmo – spiega Marta Fegiz -, ripartendo dal microcosmo domestico e proponendo un’inversione di tendenza, e di pensiero, per offrire una risposta concreta al cambiamento climatico. Il nostro sarà un giardino sostenibile, centrato sugli insetti impollinatori. In questo modo veicoliamo anche i valori della biodiversità”. “Ci siamo concentrati su un’opera a basso fabbisogno idrico, con l’utilizzo di antagonisti naturali e concimi organici, evitando l’uso di pesticidi”, aggiunge l’esperto Giovanni Masucci.
Quella dello Studio dell’Uva Architetti è la prima delle installazioni, l’altra sarà a cura di Migliorino Design, azienda pugliese, da sempre specializzata nel settore dei rivestimenti per interni ed esterni creativi e rispettosi dell’ambiente. L’asse Campania-Puglia non è casuale, la prossima tappa dei Green Blue Days sarà tra dodici mesi proprio nella regione che forma il “tacco” dello stivale italiano.
Migliorino ha rieditato per l’occasione la collezione di wall paper dal nome “Fenice”, realizzata con tessuti sostenibili, che offrono attraverso un’originale interpretazione grafica una rilettura della natura. Un percorso anch’esso orientato alla riscoperta, alla “rinascenza”, che porterà il visitatore a interrogarsi sul proprio futuro partendo dalle immagini che avrà davanti. Il percorso esperienziale culmina con l’installazione della Giant Flower Artist, Gaia Pietrella. Solo alcuni dei tanti volti dell’evento sulla sostenibilità sistemica in programma a Napoli dal 13 al 15 ottobre il Complesso monumentale di San Domenico Maggiore e che sarà possibile seguire passo passo su www.greenbluedays.it