Green Blue Days, Vellante (012factory): Da Napoli un modello di sostenibilità per le vie dei centri storici

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in foto Enrico Vellante, co-founder di 012factory

di Giuseppe Delle Cave

“Ci auspichiamo che il risultato del dibattito sulle Vie Sostenibili coincida con un modello per le vie di tutto il centro storico di Napoli e che, dopo essere stato sperimentato con il progetto pilota a Chiaia, diventi una metodologia replicabile anche in altre città”. Enrico Vellante, co-founder di 012factory rilancia il tema della sostenibilità nei centri storici italiani. La sua è è una B Corp certificata ed è una delle poche realtà italiane a
essere sia Incubatore Certificato (Mimit) che Centro di Trasferimento Tecnologico (Unioncamere).

Dottor Vellante, 012factory coordinerà il workshop sul progetto delle Vie sostenibili lanciato dalle founder dei Green Blue Days per questa terza edizione di Napoli, cosa vi aspettate dal dibattito?
Ci aspettiamo che dal dibattito vengano fuori idee innovative in termini di tecnologie, di processo e di innovazione sociale, capaci di intervenire sull’attuazione e sulla realizzazione concreta delle vie sostenibili. Ci auspichiamo che il risultato coincida con un modello di sostenibilità delle vie del centro storico di Napoli che, dopo essere stato sperimentato con il progetto pilota in via Chiaia, diventi una metodologia replicabile anche in altre città.

Avete già un’idea di come ciò possa avvenire?
Il progetto Green Blue Days ha già una dimensione nazionale e ha attivato un network di stakeholder che condividono fortemente gli obiettivi di sostenibilità delle città e della rigenerazione urbana. Questi stakeholder potrebbero essere le prime antenne affinché l’esperienza napoletana sia replicata su tutto il territorio nazionale. Ciò avverrà se si innescherà un modello Win-win in cui vincono i territori, gli stakheolder e il gruppo promotore di Green Blue Days”.

Da incubatore certificato dal Ministero proporrete alcuni esempi di startup del vostro ecosistema che hanno già sposato appieno, e con profitto, la filosofia dell’economia circolare e della transizione green. Può anticiparci qualcosa?
Artemetra si occupa di allestimenti di interni e per la nautica con materiali ottenuti con scarti di lavorazione del sughero e della canapa a uso alimentare. Altri esempi che sosteniamo con convinzione, e che operano più in generale nell’ambito della sostenibilità ambientale, sono realtà come MinervaS, The Paac, Sense Square e Green Tech Solution. In questi giorni stiamo lavorando inoltre a un progetto per la creazione di un impianto produttivo per il riuso e il recupero di pneumatici esausti grazie all’utilizzo di macchinari innovativi sviluppati direttamente dall’impresa interessata.

L’introduzione, oramai massiva ed inarrestabile, dell’AI nei processi aziendali sta determinando una reazione a metà strada tra l’entusiasmo e la preoccupazione nel nostro Paese. Ci sono resistenze ed aperture. Qual è la sua idea?
Credo che le resistenze siano poco efficaci. Voler fermare l’evoluzione tecnologica è come voler fermare il vento con le mani. L’intelligenza artificiale non è altro che un nuovo strumento che dovremo imparare a utilizzare per migliorare ulteriormente le nostre abilità lavorative e professionali; e che magari ci consegnerà maggior tempo libero, riducendo notevolmente i tempi di elaborazione di contenuti ripetitivi e seriali.

Ultimamente state portando avanti alcune iniziative con il Cnr e avete rilanciato la vostra azione anche su Milano aprendo una nuova sede, la domanda di innovazione cresce sempre di più?
Aprire 012factory Milano con Studio DGRS è la naturale conseguenza del percorso di 012factory che è presente in maniera sempre più solida su tutto il territorio nazionale. Siamo entusiasti anche dei progetti in corso con il Cnr, che invece si sviluppano nelle aree interne e costiere del Mezzogiorno italiano in cui si evidenzia una propensione alla crescita della domanda di innovazione che almeno in questo ambito ci consente ottimismo rispetto alla diminuzione del gap di competitività tra Nord e Sud.