Greengrass: “Il mio film su Utoya è un inno alla democrazia”

6

Venezia, 5 set. (AdnKronos) – “Ci sono volte in cui il cinema deve rinunciare al potere dell’immaginazione per mostrarci la più cruda realtà. Ma il vero centro di questo film è la democrazia. Il mondo in cui la Norvegia ha reagito alla strage di Utoya”. Il regista britannico Paul Greengrass porta in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia ‘July 22’, film che racconta la vera storia delle conseguenze del peggior attacco terroristico della storia della Norvegia.

Il 22 luglio 2011, l’estremista di destra Anders Breivik uccise 77 persone facendo esplodere un’autobomba a Oslo, per poi spostarsi sull’isola di Utoya e compiere un omicidio di massa in un campeggio di adolescenti. ’22 July’, prodotto dallo stesso Greengrass con Scott Rudin Productions, Gregory Goodman e Netflix segue il viaggio fisico ed emotivo di un sopravvissuto strage e racconta la strada intrapresa dal paese scandinavo per cercare di riprendersi e trovare la riconciliazione.

“Il cinema – sottolinea il regista – include forme e soggetti diversi, ma ha sempre per tema la nostra umanità. Può mostrarci amore e meraviglia, trovare verità e bellezza nei momenti privati più minuti o intrattenerci con lo spettacolo magnifico di mondi immaginari. Qualche volta, però, il cinema deve guardare con coraggio e risolutezza il mondo così com’è, come si muove, dove va e come possiamo affrontarlo. Sono partito da questa idea per raccontare la storia della reazione norvegese all’attacco terrorista di destra del 22 luglio 2011”.

Greengrass confessa che il film ha una genesi che ha a che fare con l’attualità italiana: “Inizialmente volevo fare un film sulla crisi migratoria. Ho fatto molte ricerche per capire cosa stesse succedendo in posti come Lampedusa, nell’Italia meridionale, e la realtà del traffico di essere umani. Ma più ci lavoravo più mi era chiaro che la paura dell’immigrazione, insieme al perdurare della stagnazione economica, stanno provocando cambiamenti profondi nelle nostre politiche. Si stanno aprendo le porte all’estremismo politico, in tutta Europa. In tutto l’Occidente. Con conseguenze pericolose temo…”

Secondo Greengrass “Anders Breivik e la Norvegia ci hanno mostrato le conseguenze di quello che sta accadendo in maniera drammatica, e in un modo che è importante per tutti noi, ovunque viviamo. Nel suo narcisismo estremo, Breivik si vedeva come il portabandiera della rivolta dell’estrema destra in tutto l’Occidente”.

“Ma – sottolinea il regista – il modo in cui le persone in Norvegia hanno reagito agli attacchi, che è il vero argomento del film – il modo in cui i rappresentanti politici, i legislatori e soprattutto le famiglie coinvolte nella violenza hanno reagito – può essere d’esempio per tutti noi, con la loro dignità e il loro attaccamento tenace alla democrazia”.

’22 Luglio’ è tratto dal libro “Uno di noi: la storia di Anders Breivik” di Åsne Seierstad ed uscirà in tutto il mondo il 10 ottobre su Netflix. in alcuni paesi si stanno valutando anche uscite nelle sale cinematografiche.