Il gruppo condivide un senso

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Quadro di Paolo Righi

Quando mai è stato fatto il miele da una sola ape in un alveare?
Thomas Hood

di Ugo Righi

Parliamo del gruppo.
Un gruppo è un insieme di persone che il caso o destino mette insieme in un luogo.
Essere insieme è un fatto organizzativo ma soprattutto culturale, psicologico, emotivo.
Un gruppo esiste come entità di valore, se ha comportamenti volontari, guidati dalla forte adesione a uno scopo, dove i mezzi sono una variabile dipendente.
Un gruppo ha una visione dentro un orizzonte e un viaggio che punta a realizzarla.
Non il come si fa ma il come si è definisce l’identità evolutiva del gruppo e il suo cambiamento.
Un cambiamento sociale avviene solo se cambiano le caratteristiche individuali e quindi i comportamenti che connotano i membri di un gruppo.
Ma crescere, come elemento di un team, significa in pratica, culturalmente e strutturalmente farlo in termini connettivi al sistema organizzativo.
Quindi possiamo affermare che un sistema cambia se cambia il soggetto, e cambiano le modalità d’integrazione tra le persone.
Si può cambiare quindi, ma solo se il soggetto è preparato a questo e lo desidera.
La preparazione alla comprensione e all’azione, ripeto, dipende dalla desiderabilità e questa è collegata alla percezione del vantaggio di chi cambia.
Quindi, come dicevo in apertura, occorre definire scopi senso e obiettivi, ma condivisi.
Lo scopo o la visione consente di:
• Dirigere l’azione e la focalizzazione
• Mobilitare la concentrazione e lo sforzo
• Incoraggiare la persistenza
• Facilitare l’elaborazione e lo sviluppo applicativo strategico
• Favorire l’iniziativa

Fondamentale è avere motivazione perché questo:
• Aiuta e sostiene la razionalità a fronte di buchi informativi
• Aiuta a reagire a fronte di difficoltà o traumi
• Moltiplica l’energia perché lo scopo è molto desiderabile
• Crea ambienti in cui è più piacevole vivere.

È inutile fare seminari di formazione per insegnare come si lavora in gruppo, se non si compone (il gruppo) conquistando il significato e il desiderio di appartenervi.
Molto spesso le persone lo sanno come si fa, solo che non possono o non vogliono.
Un gruppo sta bene, e fa bene, se il soggetto sta bene con se stesso nel ruolo che occupa, sta bene con gli altri, sta bene con l’organizzazione e la comunità.
Questi livelli sono interdipendenti.
Quindi ancora una volta occorre capire che questi sono gli strumenti di chi è a capo affinché diventi o sia capo o leader.
Poi c’è tutto il mondo delle regole, dei metodi, degli strumenti.
Ma questo è molto più facile.