Guardia Sanframondi, una tela di Jorit per VinArte

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Un festival, VinArte, che incontra lo street artist partenopeo Jorit, per una azione artistica di inusitato valore. Ma procediamo con ordine: dal 4 al 10 agosto, le strade del borgo antico di Guardia Sanframondi tornano ad animarsi grazie alla kermesse enoculturale Vinalia, giunta alla sua XXVI edizione. Ad accompagnare tale percorso, da quasi un decennio, l’artista e accademico sannita Giuseppe Leone ha ideato e portato avanti il festival VinArte, concentrando la volontà di stringere un legame solido tra Arte e Impresa ed invitando il Comitato Vinalia, con i suoi molti soci, a comprendere il valore della cultura veicolata attraverso un connubio tra Vino e Arte, come due emblemi della stessa anima, quella della passione.
Molti i nomi che, in nove anni, si sono succeduti tra antichi palazzi e affascinanti scorci, condividendo prospettive inedite, esplorando temi, di anno in anno, sempre nuovi, cosa che si ripete anche per questa edizione. Se lo scorso anno è stato segnato da uno strabiliante successo di pubblico e critica, tanto da determinare la proroga delle mostre per un mese, quest’anno la sfida torna con audacia e, attraverso Jorit, genera una promettente sorpresa. Lo street artist, infatti, già definito dal direttore artistico Leone “Il Caravaggio degli anni 2000”, ai suoi esordi in Accademia, oggi rappresenta, nel mondo, una visione peculiare della realtà, identificatasi con quella che lo stesso Jorit definisce “Tribù” e che porta in auge volti e riflessioni sul nostro tempo, attraverso la bellezza essenziale dell’icona, dei volti di santi e persone comuni, di uomini che hanno cambiato il mondo e di persone che, nel silenzio, tutti i giorni, vivono, con dignità, per un mondo migliore.
Ecco, dunque, che a Guardia Sanframondi, si attuerà una sorta di ‘miracolo laico’ ad opera dello street artist partenopeo. In quella che fu la Chiesa dell’Ave Gratia Plena, oggi luogo in cui storia, arte e cultura convivono, e su quello che è stato l’altare maggiore, una tela di Jorit sarà protagonista del percorso Pittura di VinArte. ‘Paolo’ – questo il titolo della grande opera – è un uomo del nostro tempo, contraddistinto dai segni rossi sul volti, allegoria dell’appartenenza a quella tribù generata dalla “idea di umanità” che Jorit porta avanti, e che, come una antica pala d’altare, ripensa lo spazio ed i simboli, riportando al centro l’uomo, non più i personaggi. Paolo, come una figura del miracolo di questo nostro vivere, irrompe tra stucchi, volute e marmi pregiati, definendo una nuova sacralità, da individuare nella volontà di risvegliare le coscienze assopite, nella continuità di un tempo che sovrasta la vita umana.
Dalle periferie del mondo, Jorit compie una operazione a ritroso ovvero spingendosi nell’entroterra, luoghi che desiderano, grazie all’arte ad alla cultura, togliersi di dosso polverosi preconcetti, obnubilanti pregiudizi; Vinalia e VinArte, operando in tale direzione, hanno voluto osare, riuscendo, in questi anni, a generare un ponte tra il Sannio ed il mondo. Jorit, dunque, invita ad uscire allo scoperto, a rendersi protagonisti di un mutamento che può avvenire solo attraverso una vera e profonda consapevolezza e grazie al messaggio dell’arte, veicolo universale. Dalla Street Art agli altari, Jorit si muove lungo un percorso desueto, certamente complesso ma che si propone come la sfida 2019 di VinArte e che al tema ideato per questa edizione, “Il Canto della Durata”, resta ‘fedele’ agli ideali di ciò che nel tempo esiste e resiste e che, nel dialogo fruttuoso intrapreso tra molti artisti protagonisti di questa edizione, tra pittura, scultura e fotografia, saprà trovare la strada di una contemporanea saggezza perché, come afferma Leone, “nulla è più durevole di ciò che si sa conservare”, originando una nuova memoria collettiva.