Guardia Sanframondi, Vinalia e VinArte 2021 tornano a fare “rumore” con la regia di Giuseppe Leone

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in foto Giuseppe Leone

Parte oggi nel Sannio l’XI Edizione di VinArte, il festival di arte contemporanea legato alla kermesse enoculturale Vinalia, che tra il borgo antico ed i vigneti di Guardia Sanframondi, nel Sannio beneventano, di anno in anno, si propone quale indagine dell’entroterra aperta a espressioni, dinamiche e linguaggi provenienti da altrove. Intramoenia, Extramoenia e Genius Loci sono i punti cardine di una ricerca corale ideata da Giuseppe Leone, che ne è direttore artistico. VinArte, mutato a sua volta a causa del Covid19, oggi, così come Vinalia, si presenta in una veste rinnovata, accogliendo progetti che dipanano una trama che guarda alle bellezze nascoste e ne fa veicolo per nuove riflessioni, accompagnate, come sempre, da un tema prediletto. Il 2021 è imperniato sui concetti chiave di Transizione & Rumore, fattori di un ripensamento più ampio del nostro quotidiano e capaci, grazie all’arte, di sancire una nuova rinascita.
Nei giorni scorsi, intanto, tra gli antichi palazzi e le antiche strade del borgo di Guardia Sanframondi, ha preso avvio l’allestimento delle mostre, contraddistinte da diversi progetti. ‘Gli Altari dell’Arte’, ovvero il dialogo tra contemporaneo e barocco in Ave Gratia Plena, a cura di Leone, è una conversazione a più voci, una corale interpretazione del moderno e dell’ultra contemporaneo affidato, in questa edizione, a Leticia Burgos, Max Coppeta, Mariano Goglia, Maya Pacifico, Ernesto Pengue, Nicola Rivelli, ed ancora un intervento plurimo di Luciano Caruso , Giuseppe Leone e Nicola Rivelli, Aniello Scotto e Giorgio Tentolini anche in collaborazione con i galleristi Paolo Bowinkel e Andrea Nuovo ed infine l’opera realizzata da Giuseppe Leone, emblema di identità visuale del festival. A questo progetto si affianca quello legato alla perfomance, affidato all’artista del Genius Loci, Margherita Palmieri che trae spunto dal mito e dalla storia del territorio. Pittura, scultura ed installazione sono i linguaggi che definiscono una imponente parte del festival, avvalendosi di grammatiche artistiche di caratura nazionale ed internazionale, di differenti linguaggi e visioni, originando un ricco e sorprendente dialogo presentato anche nel catalogo che accompagna il festival. A latere la Sezione Fotografia & Videoarte, diretta da Azzurra Immediato, che con il progetto ‘Transizioni’ apre ancora una volta la riflessione a partire dall’incontro di prospettive intramoenia ed extramoenia, abitando luoghi diversi del borgo antico di Guardia, ad iniziare da Palazzo Marotta Romano, affacciato sulla vallata del Taburno, con installazioni fotografiche di Anuar Arebi, Luca Gamberini, Fabio Ricciardiello, Anna Rosati, Natalino Russo e lo speciale reportage di Francesco Garofano, esponente del Genius Loci, nel solco in cui si ritrovano, in una antica casa, le opere di Pasquale Di Cosmo, Mariagrazia Pigna e Germana Stella e che sospingono il percorso verso la Sagrestia dell’Ave Gratia Plena con i progetti di Luigi Salierno e Pasquale Palmieri, con foto e video, linguaggio che si lega e apre poi al progetto speciale Matres, di Giovanni Izzo, in quello che fu il Monte dei Pegni. Come sempre, poi, il pubblico incontrerà Carmine Carlo Maffei e il suo studio atelier Pietre Vive, luogo simbolico ed emblematico dell’arte guardiese che, per il 2021 ha in serbo un progetto di grande impatto. Il Sannio, inoltre, sarà esplorato dal progetto a cura di Cosimo Petretti e del Circolo Fotografico Sannita, da lui presieduto, grazie allo sguardo di numerosi autori che raccontano ‘Il Sannio rurale’, una narrazione giunta alla sua XXXI edizione.
Tutti al lavoro per riportare in auge un importante momento di transizione e ‘rumore esistenziale’ necessario per ripartire con nuova fiducia e nuove consapevolezze, come afferma Leone, in piena intesa con Titina Pigna e l’intero Comitato di Vinalia. In queste febbrili giornate, le stradine, i vicoli e le antiche dimore hanno ripreso a palpitare come nei secoli scorsi, mostrando quanto cultura del territorio, storia e arte sappiano ridestare e disvelare ciò che troppo spesso finisce nella polvere dell’oblio. Opere provenienti da mostre internazionali e di grande rilevanza, progetti ideati ad hoc per VinArte e lavori premiati o pubblicati anche all’estero hanno già delineato ciò che il pubblico potrà scoprire, sorprendendosi dal 4 al 10 agosto: la forza incredibile della pluralità, l’energia di anime aggregate per differenza e in grado di sostenere una trama, una narrazione di eccezionale ricchezza, idiomi diversi eppure simbioticamente in conversazione. “Tutto è transizione” afferma Giuseppe Leone, con profetica supervisione, “e transitare significa saper cogliere, nel valore millenario della narrazione, quegli elementi di percezione che si rinnovano attimo dopo attimo, dissipando il caos e avanzando nella straordinarietà del silenzio lento della riflessione. Questo è ciò che l’arte ci ha insegnato e questo è ciò che insieme con artisti, teorici e addetti ai lavori, desideriamo portare avanti, anno dopo anno con VinArte, in un percorso di continua crescita e sempre teso al futuro”.