Guerra in Ucraina, Confesercenti: Italia rischia di perdere 24 miliardi di Pil in 3 anni

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(Imagoeconomica)

“Negli anni cruciali del Pnrr si rischia quindi di smarrire l’ancoraggio dell’inflazione, con inevitabile pregiudizio sulle prospettive di crescita e sui risultati del Piano: stimiamo che con simili dinamiche dei prezzi la crescita del Pil si ridurrebbe nei prossimi tre anni di 24 miliardi”. Lo rileva la Confesercenti che pubblica oggi le stime sugli impatti della guerra in Ucraina per l’economia italiana. Anche il turismo, prosegue Confesercenti, “si avvia a soffrire: nel 2019, prima della crisi Covid, il turismo russo in Italia generava circa 1,7 milioni di arrivi e 5,8 milioni di presenze, con una spesa stimabile sui 2,5 miliardi di euro. Una fetta importante del nostro incoming che, con l’apertura delle frontiere anche ai viaggiatori dotati di solo green pass di base, si sperava di recuperare, ma che è ora messa a rischio dalla crisi Ucraina”. “La drammaticità della situazione richiede interventi adeguati e urgenti” afferma Confesercenti che “ribadisce a tal proposito l’opportunità di avviare un percorso di concertazione antinflazionistica sulla base dell’esperienza maturata nel 1992-93. Obiettivo dovrà essere innanzitutto la messa a punto di automatismi fiscali capaci di smorzare la volatilità dei prezzi dell’energia, sui quali il peso delle imposte è tuttora elevatissimo. Occorre altresì definire un congruo periodo di allungamento delle moratorie sui prestiti bancari, dal momento che il regolare rientro dai prestiti contratti durante la pandemia è messo a rischio dall’impatto dei maggiori costi delle materie prime sui margini delle imprese”. “Cittadini e imprese italiani saranno chiamati a pagare un prezzo molto elevato per il conflitto russo-ucraino. Di fronte a questa prospettiva, è auspicabile che si sappia rispondere con la stessa unità di intenti che ha consentito di limitare i danni economici e sociali della pandemia” avverte infine la Confesercenti.