Guerre, petrolio ed elezioni: il mondo guarda agli Usa

in foto Donald Trump

La settimana in corso sta evidenziando, se mai fosse necessario, ancor più che nel mondo stia crescendo a vista d’occhio un senso di scollamento. È quello tra quanto coloro che lo reggono dichiarano di voler fare e quanto in realtà essi realizzano o provano a farlo. È senz’altro il caso di evidenziare che, se si volesse dare una qualifica al 2024, sarebbe appropriata quella di “elettorale”. Volendo così intendere che saranno fatte, un po’ dovunque, promesse con le stesse caratteristiche, cioè sapendo che, per buona parte di esse, non se ne farà niente o quasi. Con una differenza: mentre a scrutinio terminato qualcuno dei pretendenti al trono prenderà in mano le leve del potere, le promesse fatte durante la campagna elettorale resteranno nella grande palude dell’immaginario. Proprio là dove sono finite quelle della stessa specie che erano state fatte in precedenza in circostanze analoghe. Il problema merita particolare attenzione per una serie di motivi di per se già preoccupanti. Essi sono aggravati dalla circostanza che le manifestazioni di volontà di quanti sono chiamati al voto, dove più e dove meno, saranno condizionate da quanto sta succedendo fuori dei propri confini patri. Volendo procedere per ordine di importanza demografica però invertita, a fine settimana in Abruzzo si voterà per il rinnovo del consiglio regionale. La passerella di coloro che rappresentano gli italiani a Roma è quasi terminata e, in questi stessi giorni e ore della settimana prossima, i mezzi dell’informazione saranno pieni di dichiarazioni di vincitori e non. Tutto ciò perché l’ ipotesi della sconfitta elettorale è sparita o sta sparendo dal lessico e dal corredo culturale dei candidati. Al più esiste la “mancata vittoria”, motivata da considerazioni del genere di quelle espresse dai personaggi della favola “Alice nel Paese delle Meraviglie”. Intanto proprio in queste ore chi di competenza si sta occupando ancora dei risultati delle elezioni regionali in Sardegna. Li, a una conta più accurata, risulterebbe che la prevalenza dei voti ricevuti dalla coalizione vincente, già minima, nei confronti dell’altra, si sia praticamente dimezzata. Si conoscerà il seguito oramai tra non molto. Altre tornate elettorali all’estero oramai bussano alle porte e alcune di esse, in qualche modo, interessano anche l’ Italia. Comunque si ponga il resto del mondo nei confronti di quel paese, è quanto accade oltre l’Atlantico che dà a esso il là, ora per ora, perché ne tenga da conto la portata. Ciò al fine di potersi adeguare a esso, Il più delle volte in maniera conforme. Per le prossime elezioni di Oltreoceano riesce molto difficile per chiunque prendere posizione per l’uno o l’altro dei candidati, anche se per cause diverse. Al di là di quanto potrà accadere per l’ordinaria amministrazione degli USA, si può almeno fantasticare su come si avvierà la gestione delle varie guerre che stanno divampando per il mondo. Non è facile azzardare previsioni, ma su un aspetto si potrebbe fare un volo con la mente da ora alla fine dell’anno. Quanto influiranno le relazioni personali, ovvero l’empatia che esiste o potrà esistere tra chi, alla resa dei conti, dovrà mettere il petto difronte al fuoco del nemico e quello stesso. Come anche altre volte, le ripercussioni sull’economia dei vari paesi iniziano a manifestarsi, anche se sotto mentite spoglie. Così, quando si apprende che l’ OPEC, l’associazione che riunisce la maggior parte dei paesi produttori di greggio, ha deciso di diminuire a stretto giro l’estrazione di quel prodotto, non si può pensare che quella decisione sia stata dettata solo da una domanda debole del mercato mondiale. È bene perciò che i paesi legati da contratti di fornitura a quell’ “Agenzia Generale”, l’Italia tra le prime, continuino a fiutare l’aria che respirano e a proseguire le manovre di allentamento del cappio energetico. A tal riguardo per il momento il Piano Mattei comincia a prendere forma. Comunque l’ultima dipendenza da azzerare, ora per allora, sarà quella del gas liquefatto che arriva dagli USA. Agirà bene quindi il Governo attuale procedendo fino a quella tornata elettorale con un atteggiamento che salvi capra e cavoli. Per motivare meglio il concetto, volendo restare nella cantina del villaggio, sarà facile sentire dal titolare che bisogna dare un colpo al cerchio e uno alla botte per far si che quest’ultima non lasci colare il suo contenuto. La stessa espressione può essere usata per molti rapporti che vedono coinvolte anche realtà sociopolitiche completamente diverse.