Guzzetti: “Fondazioni bancarie contro crisi welfare”

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Milano, 9 nov. (AdnKronos) – Le fondazioni bancarie come antidoto alla crisi del welfare. Istituti “strettamente legati al territorio” che rispettano “rigorosamente l’autonomia del management e danno stabilità alle banche senza interferire” e che insieme a Terzo settore e volontariato “cercano di attutire il disagio sociale che altrimenti sarebbe ancora più forte”. Giuseppe Guzzetti, presidente Fondazione Cariplo e presidente Acri, interviene così al convegno a Milano sul tema ‘La fondazione bancaria tra finanza e impegno sociale’. Un aiuto fondamentale visto che la crescita in Italia non riesce ad agganciare la media europea.

“Abbiamo accumulato un ‘investment spread’ molto elevato che con la Germania, nostro concorrente, è pari a 156 miliardi di euro dal 2007 a oggi”, spiega Gregorio De Felice, capo economista di Intesa Sanpaolo. Lungo la Penisola si spendono “356 euro in R&S per abitante mentre la media europea è pari a 675 euro”. Altro tema la produttività del lavoro: “dal 1995 al 2017, l’Italia ha visto crescere la propria produttività dello 0,4%, un quarto della crescita dell’intera Unione europea pari all’1,6%”. Resta alto il tasso di disoccupazione giovanile, la percentuale di occupazione femminile è tra le più basse nell’Unione Europea. “Un incremento del Pil non è di per sé un obiettivo sufficiente. Devono crescere anche il grado di coesione sociale, i livelli di inclusione, l’equità distributiva”, evidenzia De Felice.

Un obiettivo da sempre perseguito dalla Fondazione Cariplo in ogni settore: dal sostegno alla disabilità alla lotta contro la povertà infantile ed educativa. “La lotta alla povertà, alla disoccupazione giovanile, alle situazioni di fragilità devono essere messe in testa alle iniziative sia del governo, che degli enti locali – spiega Guzzetti – e noi come Fondazione cerchiamo di fare la nostra parte sapendo che non possiamo sostituirci. Insieme al terzo settore, al volontariato che in Italia ha una presenza molto forte cerchiamo di ridurre il disagio”. Un plauso a queste iniziative arriva da Alberto Borgia, presidente Aiaf: “Le fondazioni devono continuare a fare quello che fanno con un’attenzione rivolta agli anziani, ai bambini in condizioni disagiate, ma anche all’istruzione e alla formazione dei giovani per inserirli nel mercato del lavoro”.