Ha massacrato la moglie e va ai domiciliari perché “non pericoloso”. Tutt’al più può uccidere un’altra donna


Per il femminicidio non dovrebbe esserci patteggiamento né rito abbreviato e neppure prescrizione. Invece a Napoli la corte d’assise giudica l’uccisione a randellate della moglie di 36 anni, mamma di tre figli, un reato minore e condanna a soli dieci anni di reclusione l’assassino, per di più da scontare in casa, quindi praticamente in libertà. È giudicato uomo non socialmente pericoloso e senza rischio di fuga. Molte donne protestano  davanti al palazzo di Giustizia. Le sentenze sono  insindacabili, è vero. Però, sarebbero opportuni saltuari controlli per stabilire se chi giudica è sano di mente.

La gente è incosciente, aumentano i contagi, chiudono le scuole, con le varianti adesso si ammalano anche i bambini
Ma la libertà di prendere l’aperitivo con gli amici o fare baldoria davanti allo stadio – a costo di portare il virus a casa e infettare genitori e nonni – è più importante della vita. I governatori si oppongono al cambio di colore nella regione. Se ne vergognano. Temono che gli elettori diano la colpa a loro e possano perdere voti. Quindi accusano il governo che la decisione è politica, come una punizione, non una precauzione. Sembra che i cittadini preferiscano morire. Allora si è ricorso al raggiro. Anziché zone rosse, le hanno chiamate arancione scuro o rinforzato. Ora sono beffati ma contenti.

Il nostro è un paese in cui se succede una disgrazia si deve trovare un colpevole, spesso la colpa è di chi non c’entra
Meno male che il ministero non raddoppiò la scorta dell’ambasciatore in Congo, se no sarebbe morto  un altro povero carabiniere. La colpa è un po’ di tutti. È nella fiducia e nell’ottimismo, nell’amore per l’Africa. L’ONU non è affidabile. Non ha un’intelligence, né le possibilità di organizzare una scorta armata decente. Sembrava una gita domenicale nella zona più pericolosa del paese, Nel Kivu del Nord pullulano gruppi di ribelli antigovernativi. Inutile accusare di delazione o di tradimento chi non c’entra. La verità è  che si trattava di un viaggio pericoloso, che era più prudente non fare.

Se vuole un governo dei migliori, Presidente, prima di nominarne i membri, gli chieda le coniugazioni o le tabelline
È vero che la vita insegna, ma della cultura di base non si può fare a meno. La maggior parte dei politici erano alunni svogliati. Conoscere il congiuntivo non è un’eleganza espressiva superflua, è essenziale. Chi non sa quali sono i confini regionali non può ambire a governarle. Neppure chi confonde i personaggi storici contemporanei e i paesi in cui sono vissuti. C’è chi non legge un libro da tre anni perché la politica lo assorbe troppo. E chi ha addirittura la presunzione di occuparsi di macroeconomia pur avendo la laurea triennale cioè poco più che ragioniere. Migliori non ce ne sono più.

Forse grazie a Sanremo, che senza pubblico perde audience, Zingaretti ha capito che è più dignitoso dimettersi
Alla fine ha capito che sono i suoi a remare contro. Sin dalla fondazione – da Romolo e Remo a Bruto, fino a Mussolini – Roma cova complotti. I più leali tirano le monetine. Le poltrone non c’entrano. Sono segnali di un pericoloso eterno dissenso. Ecco perché la persona perbene desiste senza avvertire gli amici, neppure i più fedeli, che lo apprendono dagli altri. Non vuole rischiare che lo dissuadano. Come un marito che se ne va zitto zitto da casa avendo scoperto che la moglie lo tradisce. Questa, però, non è una storia d’amore finita male, e nemmeno di odio, ma di malcostume.

Perché il festival, ormai una sorta di cimitero degli elefanti, deve durare più di cinque ore e terminare a tarda notte?
Sempre le cose esagerate in Italia, senza limite. Neppure se fossero pagati a tempo. Tanto la moglie di Amadeus appare solo all’inizio della serata. È immorale tenere la gente sveglia fino a quell’ora. Quando i telespettatori addormentano in poltrona, i clown continuano a dimenarsi e altri a cantare. Se trasmettessero l’edizione dell’anno precedente non se ne accorgerebbe nessuno. I cantanti  migliori non si sono riprodotti. Allora si evocano i defunti. L’altra volta c’era Rolando, oggi Mihajlovic e Ibrahimovic. Volti noti sono Orietta Berti, 77 anni, Ornella Vanoni 86 e Gigliola Cinquetti 73. Mah!

A Kinshasa divenni amico del cardinale Malula, un meraviglioso bugiardo cui piaceva millantare di avere quattro figli
Quando Papa Woytjła visitò il Congo – allora si chiamava Zaire, dal nome del fiume che lo attraversa – prese le distanze dal porporato per non legittimare una situazione che la Chiesa condanna. In Africa, dove la mortalità infantile è molto elevata – mi spiegò il sant’uomo – è considerato leader chi mette al mondo tanti figli. Così pure un capo spirituale. Se si sapesse che il nostro Dio non consente ai sacerdoti di averne, nessuno mi prenderebbe  sul serio. Non potrei fare opera di apostolato. Fu  necessario mettere in giro quella bugia. Da allora, anziché eminenza, chiesi di chiamarlo Uncle Joe.