Harmont & Blaine, dopo la Cina marchio usurpato anche in Libano

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Harmont & Blaine “prosegue con determinazione la battaglia contro l’usurpazione del proprio marchio'”. La società, che nel 2014 ”aveva vinto la cosiddetta “battaglia cinese” potendosi riappropriare dell’utilizzo commerciale del proprio marchio in seguito all’usurpazione dello stesso, è stata nuovamente vittima, questa volta in Libano, di un caso affine”. Nel dicembre 2015 a Zgharta, città di 70.000 abitanti, a 90 km dalla capitale Beirut e 10 km da Tripoli, è stato individuato un punto vendita non autorizzato recante insegna Harmont & Blaine, anche se diverso nel format rispetto alle boutique “originali” del bassotto. La società ”ha prontamente reagito arrivando a ottenere, nella giornata di mercoledì 27 gennaio, il sequestro da parte dell’autorità giudiziaria di tutta la merce trovata all’interno del punto vendita e il sequestro stesso dell’immobile, avviando contestualmente un’azione penale e una richiesta di risarcimento danni verso il titolare che si era addirittura spinto a pubblicizzare l’inaugurazione sui social network’‘. 

Harmont & Blaine ”vanta una significativa presenza nei Paesi del Medio Oriente, dalla distribuzione in selezionati multimarca in Libano, Kuwait e Arabia Saudita, fino a boutique monomarca in Iraq (Erbil), Emirati Arabi Uniti (Dubai), Qatar (Doha)”. “Harmont & Blaine – dichiara il presidente Domenico Menniti – perseguirà con la massima tenacia tutti coloro che nel mondo violano i diritti di proprietà intellettuale del brand del bassotto“.