HIV, nuova revisione della proposta di legge A.C. 218: focus su prevenzione e miglioramento delle cure

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Foto di Miguel Á. Padriñán da Pixabay

Recentissimo è l’annuncio, da parte del deputato Mauro D’Attis, attivo in Forza Italia, di una revisione della proposta di Legge A.C. 218, incentrata sulla prevenzione e la lotta contro HIV, AIDS, HPV e altre infezioni e malattie a trasmissione sessuale.

A dieci giorni dalla giornata mondiale dedicata alla sindrome da immunodeficienza acquisita, a seguito della conferenza stampa Prendersi cura oltre la clinica in HIV: il valore del Terzo Settore e la qualità della cura, l’onorevole forzista, tra i primi firmatari della sopra citata proposta normativa, ha parlato delle principali modifiche.

Una delle più importanti riguarda la gestione finanziaria.

Se, nei mesi passati, si parlava di limite triennale, i cambiamenti inclusi nella revisione sono molto chiari: a partire dal 2026, non ci sarà scadenza per quanto riguarda i finanziamenti. D’Attis ha commentato questo punto sottolineandone l’importanza dal punto di vista della stabilizzazione del quadro normativo e ai fini della continuità delle attività di prevenzione sul territorio e di cura dei pazienti.

L’importanza del terzo settore

Una parte dell’intervento di D’Attis è stata dedicata al ruolo del terzo settore nella messa a punto della revisione della proposta di legge.

Le realtà sopra citate sono state definite insostituibili da parte dell’onorevole forzista, che ha descritto con parole di elogio l’impegno quotidiano degli enti che, giorno dopo giorno, sono in prima linea sia con progetti di formazione, sia con iniziative aventi lo scopo di assicurare sostegno ai pazienti più fragili e alle loro famiglie.

Il ruolo delle istituzioni, come è chiaro, è nodale, ma le realtà del terzo settore rappresentano, come già detto, una presenza concreta sul territorio, che permette di raggiungere un ampio numero di persone e di mettere a punto interventi che, tra counseling e informazione, lavorano sia in ottica di supporto, sia puntando a migliorare i livelli di sensibilizzazione e consapevolezza della popolazione generale.

I numeri di queste realtà sono più che rilevanti in Italia: anche se non ci sono dati ufficiali su quante siano, non si può non sottolineare l’esistenza di nomi storici come LILA e PLUS Roma, che hanno visto, nel corso dei decenni, cambiare radicalmente il modo di approcciarsi al virus da parte sia della scienza, sia della società.

Proprio dalla prima delle due associazioni menzionate è arrivata, nei mesi scorsi, una forte esortazione all’approvazione della proposta di legge.

Nel comunicato ufficiale firmato da LILA e da altri enti del terzo settore che operano fattivamente per il contrasto all’HIV, si parla chiaramente dell’importanza di superare il quadro normativo, ormai obsoleto, introdotto con la Legge 135 del 1990.

Da quel periodo – parliamo di otto anni dopo l’individuazione, nel 1982, del primo paziente in Italia, un uomo omosessuale che, prima della diagnosi, si era recato diverse volte negli USA – sono cambiate tantissime cose, a partire dall’introduzione di nuove misure finalizzate al contrasto del virus.

Nel comunicato, gli enti hanno altresì elencato alcuni punti sui quali è particolarmente importante intervenire. In primo piano troviamo l’incremento delle diagnosi tra giovani e pazienti over 50, molti dei quali si trovano in uno stato fisico grave, la disparità di accesso alle cure a seconda delle Regioni e la mancanza di conoscenza in merito alla possibilità di chiedere il rimborso per l’acquisto di strumenti di prevenzione.

Cosa succederà alla proposta di legge?

Naturale, a questo punto, è chiedersi cosa succederà alla sopra citata proposta di legge. Nel corso del suo intervento post conferenza stampa, l’onorevole pugliese ha auspicato la possibilità di arrivare, nel mese di febbraio 2026, allo step della prima lettura.

Ricordiamo che, ad oggi, la legge risulta già approvata da parte della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.

Da parte di D’Attis, è stata sottolineata l’importanza di procedere con una copertura finanziaria completa. Non è mancato l’auspicio di veder procedere senza rallentamenti tutto l’iter legislativo.