Homo Sapiens

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Malta è riuscita ad autorizzare lo sbarco dei 49 migranti a bordo delle navi Ong Sea Watch e Sea Eye con l’intento di distribuirli in 8 paesi Ue, tra cui l’italia secondo l’accordo raggiunto dal premier Conte con l’Europa.

Ma il vicepremier Salvini non essendo stato consultato e non essendo d’accordo, coerente con la sua politica, minaccia di bloccare. Vuole aspettare l’arrivo dei profughi per deciderne l’esito e dice che, se dipendesse da lui, negherebbe qualsiasi forma d’asilo.

Non c’è da stupirsi delle sue parole né tantomeno della sua costanza in questa battaglia contro l’immigrazione, ma non possiamo non chiederci se sia giusta da combattere, in quanto parliamo di persone reali, non di traffico di droga.

Tutta questa persistenza nel voler chiudere uno spiraglio di salvezza a chi ne ha bisogno, mentre basterebbe un approccio meno radicale per aggiustare le cose, appare più come un capriccio che come una necessità assoluta.

Come in tutte le cose, nei nostri pensieri, nelle nostre interpretazioni personali e nelle nostre azioni, niente è completamente bianco o completamente nero, esistono varie sfumature che hanno la funzione di non rompere equilibri e un benessere comune.

Per far sì che si possa trovare una soluzione per ogni situazione è indispensabile però valutare le varie opzioni, fare un processo di self-empowerment e avere una componente empatica; tutti elementi che sfruttati al meglio possono dare ottimi risultati nella vita in generale e soprattutto in scelte come queste.

Ma come ci si può affidare a una persona che non ingloba neanche una di queste componenti essenziali per la sopravvivenza? Sarebbe come affidarsi all’homo sapiens risalente a 200 mila anni fa che se pur dotato di un cervello di grande plasticità e notevoli capacità apprenditive, ideative, realizzative e comunicative, era condizionato dalla sua natura spietata e intollerante verso la diversità degli “invasori”’ ed era per questo capace di produrre sofferenze.

Ma nel 21esimo secolo non ci si può permettere di rientrare in quella mentalità arcaica e impulsiva poiché la specie umana si è evoluta ed è proprio chi capisce il cambiamento e l’utilità di quest’ultimo che andrà avanti e compirà cose grandiose, all’altezza di ciò che ora siamo.