I 50 sindaci. Presentato il manifesto per Napoli della Fondazione Cusani

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Hanno un sito (www.i50sindaci.it), un progetto preciso (Napoli capitale culturale
del Euro-Mediterraneo, più potere alle Municipalità e innovazione tecnologica al servizio dei cittadini) e i nomi giusti (Dario Cusani, Vittorio Acocella, Andrea Ballabio, Franco Malvano, Massimiliano Cerrito, Giuno Decclesiis, Mario Rusciano, Davide Barba, Antonio Prigiobbo, Vasant Shenoi, Giuseppe Fiordiliso, Carlo Ercolino, Carmine Arnone e tanti altri). Parte oggi il cantiere de “i 50 sindaci” per Napoli, una fabbrica delle idee messa su dagli esperti del Comitato tecnico scientifico della Fondazione Cusani onlus, creata dai gemelli Dario e Sergio Cusani a Roma 13 anni fa ed oggi attiva con la propria sede nel capoluogo campano.
“Siamo partiti dalla considerazione che negli ultimi 30 anni la gestione del Comune di Napoli con l’uomo solo al comando si è rivelata fallimentare”, ha esordito Dario Cusani (72 anni), ideatore del progetto ed ex imprenditore, artista, giornalista e operatore socio culturale con la Fondazione di famiglia. “Cinquanta è un numero simbolico – ha spiegato – di una formazione che secondo noi dovrà supportare e amministrare Napoli, composta dal Sindaco, dalla Giunta comunale e dalle 10 municipalità rappresentate dal relativo presidente e i suoi assessori”.
“Chiediamo ai napoletani di svegliarsi, sono abituati a questa situazione di caos, abituati al modello caotico ma gli altri che guardano la città dall’esterno no, dobbiamo cercare di entrare nella normalità”, ha aggiunto Cusani. “Se è vero, come è vero, che l’uomo solo al comando non ha dato dei risultati, allora l’equipe vince. Parlo di persone che mettono insieme tante competenze e che dovranno gestire il Comune, dopo le Amministrative che si terranno in primavera”. Di qui ha chiarito: “Non siamo una lista civica né un partito né un movimento. Non abbiamo nessuna velleità in termini di candidature o poltrone da occupare. Siamo però pronti a collaborare dall’esterno, continueremo negli anni con il nostro progetto, a collaborare con l’amministrazione che sarà stata eletta, se lo vorrà. Il nostro è un esperimento di democrazia partecipativa, che proviene dal basso, dai napoletani, sul nostro sito c’è uno spazio dedicato ad interagire con noi, siamo aperti alla partecipazione di professionisti, artigiani, imprenditori che ritengano che le cose vadano cambiate”.
Per Andrea Ballabio, direttore del Tigem di Pozzuoli della Fondazione Telethon, è importante scrollarsi di dosso quest’etichetta di città di Gomorra. “Perché ha prodotto danni enormi per l’immagine di Napoli – ha ricordato il noto ricercatore nel suo intervento -, procurando timori anche per giovani cervelli che dall’estero devono venire qui a lavorare o studiare. Per anni abbiamo pensato ad aggirare i problemi della nostra città, ora serve un cambio di strategia perché questi ostacoli vanno risolti”. A prendere la parola anche l’ex questore di Napoli ed ex parlamentare, il prefetto Franco Malvano, il quale – da esperto di sicurezza – ha parlato di “un organico sottodimensionato ed in là con gli anni da parte della polizia locale partenopea”, di una “partecipazione che dovrà essere costante del Sindaco al Comitato per l’ordine pubblico” e di un “nuovo protagonismo da parte delle Municipalità anche sul fronte della sicurezza”.
Massimiliano Cerrito, fondatore e presidente Festival Barocco, ha invece posto l’accento sulla necessità di un nuovo metodo. “Serve inclusione. Non possiamo permetterci di isolarci. Non basta più lamentarsi, occorre fare”. Più scettico il professor Rusciano, emerito di Diritto del Lavoro, per il quale “Napoli oggi è assolutamente marginale, come del resto il sud, sia in Europa che nel mondo. Sono interessato a tutto ciò che riguarda la città ma la strada è in salita e piuttosto pietrosa”.
In chiusura di lavori, il presidente della Fondazione Cusani ha dato appuntamento i presenti a nuovi incontri e ha parlato della giornata di oggi come uno “spunto inziale, un trampolino di lancio per nuove iniziative” che partiranno dal sito del progetto.