I cambiamenti epocali, talvolta molto lunghi e male interpretati

In foto Claudio Descalzi

La guerra tra gli Usa e l’Iran sta mettendo ancor meglio in risalto quanto sia deleterio far mancare il sostegno deciso del settore pubblico a programmi di importanza vitale. È successo e tutto fa pensare che continuerà a incidere ancora per molto nell’organizzazione socio-economica della Ue, che l’impegno per rendere disponibili i risultati degli studi per l’utilizzo di energie rinnovabili stia segnando il passo. Se ne trova riscontro anche per via indiretta. Per quanto riguarda l’Italia (Piano Mattei) e in maniera analoga per la Ue, è più che utile “derivare” per fatti concludenti una importante e lunga serie di eventi che il passaggio all’utilizzo di fonti rinnovabili, da cui far derivare indicazioni affidabili per stabilire quando sarà d’uso comune, sono ancora lontani un bel po’.

L’Eni, l’azienda di Stato per la gestione del problema di “casa” mai risolto per questioni oggettive – il sottosuolo domestico è praticamente privo di giacimenti di idrocarburi. Non così il continente dirimpettaio, a sud dello Stivale. È la costa del Nordafrica con i Paesi che comprende, un importante bacino di idrocarburi, dove l’Eni, in virtù di diversi accordi conclusi nel tempo in tutta tranquillità, perfora il fondo del mare e ne estrae quantità tali da poterle in parte girare, dietro compenso, ad altre nazioni nelle stesse condizioni del Paese.

Saranno state senza dubbio felici l’insieme delle scelte compiute da Descalzi e di quanti collaborano con lui, ma ora è tempo, senza indugi di alcun genere, di dare precedenza ai progetti per l’attivazione, non più sperimentale, della produzione di energie rinnovabili. La fortuna, e solo essa, ha agevolato i fatti appena esposti. Non bisogna perciò abusarne, quindi avanti spediti ma seguendo le regole del gioco.

Non così il continente dirimpettaio a sud dello Stivale. È la costa del Nordafrica con i Paesi che comprende, un importante bacino di estrazione, dove l’Eni, in virtù di diversi accordi conclusi in tutta tranquillità, perfora il fondo del mare e ne ricava vantaggi (barili estratti) in quantità tali da poterli girare, dietro compenso, ad altre nazioni nelle stesse condizioni del Paese.

È tempo quindi di dare precedenza ai progetti per l’attivazione della produzione di energie rinnovabili. Saranno state senza dubbio felici l’insieme delle scelte compiute da Descalzi e di quanti collaborano con lui, ma è tempo di dare precedenza ai progetti per l’attivazione della produzione di energie rinnovabili. La fortuna, e solo essa, ha agevolato i fatti appena esposti. Non bisogna perciò abusarne, quindi avanti spediti certamente, ma seguendo le regole del gioco.