I capolavori dai Musei Vaticani a Napoli: il cardinale Sepe inaugura la mostra di Nicolas Poussin

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In foto un interno del Complesso monumentale Donnaregina

Dopo il grande successo della mostra su Leonardo da Vinci: “Leonardo a Donnaregina. I Salvator Mundi per Napoli”, a cura del professor Carlo Pedretti, e di quella dedicata al capolavoro dei maestri fiamminghi Peter Paul Rubens e Jan Brueghel il Vecchio “La Madonna col Bambino in una ghirlanda di fiori”, il Complesso Monumentale Donnaregina, Museo Diocesano di Napoli, può annunciare un evento di straordinaria portata culturale: l’esposizione, per la prima volta a Napoli, di uno dei più celebri capolavori di Nicolas Poussin, dipinto nel 1628 per un altare in San Pietro. Il Martirio di Sant’Erasmo (1628/1629) di Poussin (Les Andelys 1594 – Roma 1665) sarà in mostra dal 16 dicembre 2019 al 16 marzo 2020. All’inaugurazione lunedì 16 (alle ore 11) saranno presenti il cardinale Crescenzio Sepe, il cardinale Giuseppe Bertello per il Governatorato dello Stato del Vaticano, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il direttore dei Musei Vaticani, Barbara Jatta, monsignor Adolfo Russo, vicario per la cultura della Curia Arcivescovile di Napoli, il presidente della Fondazione Donnaregina Laura Valente e il curatore della mostra Pierluigi Leone de Castris.
Negli anni immediatamente successivi alla realizzazione di questo suo raro quadro sacro, la pittura di Poussin – classicista e neo-veneta, coloratissima e tizianesca – diventa un punto di riferimento, oltre che a Roma, dove il pittore francese lavorerà per tutta la vita, anche a Napoli, dove arrivano suoi quadri nelle collezioni private. Nella generazione che segue quella di Caravaggio e Annibale Carracci, e insieme col fiammingo Rubens e lo spagnolo Velázquez, il pittore forse più grande e rivoluzionario dell’Europa del Seicento. Tra i napoletani che ne avvertono maggiormente l’influsso c’è Aniello Falcone (del quale il Museo Diocesano possiede un magnifico Riposo nella fuga in Egitto o Sacra Famiglia), Andrea De Lione e Niccolò De Simone.

In foto Il Martirio di Sant’Erasmo (1628/1629) di Nicolas Poussin

“Scoperto” a Parigi dal grande poeta napoletano del Barocco, il cavalier Marino, da questi introdotto presso il potente cardinale Francesco Barberini – nipote di papa Urbano VIII –, si trasferisce nel 1624 a Roma, dove rimarrà a dipingere sino alla morte, salvo la parentesi di un breve ma trionfale ritorno in patria nel 1640-42, dove otterrà il titolo di “primo pittore” del re Luigi XIII, uno stipendio di 1000 scudi l’anno e la direzione su tutti i lavori di decorazione dei palazzi reali.
La grande tela col Martirio di Sant’Erasmo oggi ai Musei Vaticani è una delle sue rare opere pubbliche di soggetto sacro, una commissione prestigiosa dipinta con grande impegno nel 1628-29 ed ottenuta con ogni probabilità grazie alla protezione del cardinale Barberini e al favore dell’architetto e scultore papale Gian Lorenzo Bernini. Il dipinto fu realizzato per San Pietro in parallelo col Martirio dei Santi Processo e Martiniano dell’altro pittore francese Valentin, seguace del naturalismo di Caravaggio, e suscitò grandi discussioni e perplessità nell’ambiente romano.
La mostra rappresenta la prima tappa di una prestigiosa collaborazione fra il Museo Diocesano di Napoli e i Musei Vaticani. Grazie alla generosa disponibilità e alla straordinaria ricchezza di collezioni dei Musei Vaticani questa collaborazione consentirà di esporre in mostra a Napoli alcuni grandi capolavori dell’arte di tutti i tempi, dall’età classica sino alla contemporaneità.