I cugini di campagna che stentano a urbanizzarsi

Quanto sta accadendo sull’ altra sponda del Mar Mediterraneo, in alcune zone della penisola Iberica, innesca seri dubbi sulla presunta solidarietà che unirebbe fin dall’antichità le popolazioni che si affacciano su quel mare. Ai greci fa piacere ancora oggi sentirsi ripetere che condividono la stessa faccia con gli italiani e che, almeno ictu oculi, non conservano alcun rancore verso chi voleva “spezzare le reni” all’allora sacrario della civiltà occidentale. Probabilmente a tanto avrà contribuito, per un assurdo rancore verso gli Ellenici i quali, un bel po’ di anni addietro, fecero si che giungessero nella penisola molti loro abitanti con lo scopo di colonizzare e quindi civilizzare, per quanto possibile, i nativi. Fu così che provarono, con successo, a insegnare agli stessi, soprattutto nozioni di agricoltura. Non altrettanto linearmente è andata con i cugini iberici che, intorno alla metà del millennio da poco concluso, si insediarono nel Bel Paese e vi rimasero a lungo, da dominatori. Fuor di ricordi fantasiosi, la tensione che si è creata tra Roma e Madrid nell’ ultimo periodo, lo sbarco eccezionale di profughi, del Nordafrica soprattutto, nella penisola dirimpettaia del Bel Paese, ha origini più recenti. Per prima cosa è necessario aggiungere che la Spagna, anche se in maniera non vistosa, si confronta per diversità di vedute anche con la Francia, la cugina chic. L’accoglienza dei profughi del Nordafrica è trattata dal governo di Parigi con rigore superiore a quello del Governo italiano. Ora, la scintilla che ha fatto inasprire i rapporti tra Roma e Madrid, è stato e continua a essere, o almeno così appare, una specie del gioco del fiammifero acceso, intentendo cosi che chi ha la peggio è l’ultimo prenditore prima che lo stesso si spenga. Ora i due paesi particolarmente interessati dai problemi delle emigrazioni selvagge o monstre, come l’ultima a Ceuta, sono Spagna e Italia. Il loro atteggiamento litigioso oltre ogni misura, non giova alla causa, anzi ! LCiò, insieme a altro, contribuisce a accentuare la situazione contorta in cui giace l’Europa Unita al momento. Vale a dire che il problema delle “ondate scure” dovrebbe essere sentito adeguatamente anche negli paesi membri. Quanto fin qui riportato è solo un prodromo della vicenda: si aggiungeranno a breve altre considerazoni, se i provvedimenti comunitari continueranno a essere considerati come contorni, efficaci in luogo della portata principale. Buon fine settimana, comunque sarà cucinato il piatto forte.