Un’attenta osservazione dei particolari, molte volte permette di ottenere una percezione più chiara di una vicenda. La stessa che, in sé e per sè, a un approccio non mirato, potrebbe sembrare un rompicapo. Quanto sta accadendo, in Medioriente nei fatti ma organizzato a Washington fin nei minimi particolari, deve essere interpretato con la chiave di lettura appresso descritta. Volendo significare così che il capo tribù fuori di testa, non solo per il colore dei capelli che ricoprono la stessa, ma soprattutto per quanto dovrebbe essere al suo interno, continua a comportarsi in maniera inqualificabile. Mentre manda a dire all’umanità per il tramite di ogni canale per informare sul contenuto di quanto intende fare nei confronti dell’Iran e di quanti reggono a esso il sacco, aggiunge un memento per l’ Avana e quindi per Mosca che informa di non aver rimosso dalla mente il suo proposito di sferrare un attacco violento a Cuba. E lo farà, se lo farà, con animo di conquista, quindi perché essa possa ricadere sotto il controllo degli USA. Il primo annuncio di voler mettere in atto tale proposito, Super Trump lo fece poco dopo aver ordinato la deposizione del Presidente venezuelano Maduro a Caracas e la riduzione agli arresti a New York sua e della moglie. Del resto, a leggere con attenzione la trasposizione scritta delle sue comunicazioni, fatte dall’inizio del suo mandato, più volte traspare la sua intenzione, scritta con inchiostro simpatico, di portare sotto la bandiera a stelle e strisce quel vasto territorio a nord degli USA su cui sventola attualmente il drappo bicolore con al centro la foglia d’ acero. È il Canada, che di americano ha ben poco, governo incluso, e che, in ogni occasione adatta, cerca di evidenziare senza riserve tale differenza rispetto agli USA. In effetti il Tycoon fuori controllo, tra gli altri suoi deliri, evidenzia il sogno di realizzare un’ America che debba avere i confini politici coincidenti con quelli fisici dell’intero “continente nuovo”. Alla luce delle note esposte avanti, seppure a un livello poco sopra al “si dice” e al “corre voce”, resta sempre valido un indirizzo politico che, tanto le amministrazioni democratiche, quanto quelle repubblicane, hanno tenuto fede all’ originario modo di governare, lo stesso con cui in seguito si sarebbero organizzato. Basti ricordare le prime azioni rivolte ai pellirosse, seguite da comportamenti analoghi verso le altre minoranze etniche. Per la precisione quello che dà per scontato che chi ricorre al loro aiuto dovrà accettare la loro ingerenza senza se e senza ma. Sempre scendendo nei particolari, un modo di procedere di tal fatta non potrebbe affiancare in maniera indolore il progresso dell’ Umanità. Augurarsi che l’attuale Generale del Primo Cavalleggeri, colorato anche lui ma di giallo, si ricreda e capisca che cambiare atteggiamento nei confronti del mondo non è un optional. È invece un comportamento assolutamente necessario perché il mondo continui a girare nel verso giusto.






































