I giudici onorari di pace e i vice procuratori onorari, la parte più nobile della Giustizia italiana

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di Gianluigi Ciampa*

Ognuno di noi sa se la scelta di voler esercitare la delicata, impegnativa e prestigiosa Funzione, fu operata per “aggirare” l’ostacolo del concorso pubblico di accesso in Magistratura o, semplicemente, per potersi cimentare in una nuova esperienza, dedicandosi anche ad altre attività lavorative, concomitanti e compatibili.
Tutto ciò, a mio avviso, poco rileva. Contano i fatti!
Esistono, ancora oggi,  Magistrati Onorari di Pace  (ex GOT) e VPO che da decenni esercitano la Funzione, in virtù delle svariate proroghe legislative che si sono succedute senza soluzione di continuità.
Questi sono i fatti.
Mi domando: “ Quali e quanti operatori di Giustizia sceglierebbero, oggi, di provare quest’esperienza, vigendo le vecchie regole, non ancora modificate? “.
Credo pochi, molto pochi o, forse, nessuno!
Considerando l’impegno da profondere, le responsabilità assunte, la assoluta sconvenienza economica, l’assenza della pur minima tutela previdenziale e, infine (last but not least), l’impossibilità di progredire nelle funzioni, escludendo qualsiasi avanzamento di carriera, chi sceglierebbe, in assenza delle pur minime modifiche, per ora solo paventate, questo percorso?
Mi spingo oltre, forse nessuno di noi avrebbe dovuto e potuto sceglierlo!
Mi consola solo il pensiero che la scelta fatta, da tutti noi (per me circa 25 anni fa), abbia potuto contribuire ad evitare un probabile collasso della claudicante Giustizia Italiana.
Ecco perché, al di là di quelli che saranno i futuri scenari e “contentini”, di cui lascio ad altri, discutere e che, per ora, niente hanno sortito, NULLA potrà mai veramente ripagare quanto questa categoria, senza false modestie, ritiene di aver dato al Nostro Paese.
Ed è per questo che essa, forse non sarà, come sostengono alcuni, la parte più preparata della Giustizia Italiana (solo perché non ha sostenuto un concorso pubblico?) ma, certamente, è quella categoria, Costituzionalmente prevista, che rappresenta la parte più perseverante, costante e, oserei dire, nobile della Nostra Giustizia in quanto ha operato da tanto, per lunghi archi temporali e continua ad operare per amore, con rispetto e con grande senso di responsabilità della Funzione e delle esigenze dell’intero Sistema, senza aver mai sottratto, nel tempo, il suo supporto, soprattutto nei momenti più critici.
Ecco perché, a mio modesto ma interessato avviso, Le andrebbe riconosciuto, espressamente e pubblicamente, questo merito, da tutto il Paese; in particolare da chi lo rappresenta istituzionalmente, affinchè quando essa non ci sarà più o sarà modificata, non si perda la memoria storica di chi ha dato tanto per il Proprio Paese in cambio di quasi niente.
E questa esperienza, fatta da poche migliaia di Giudici e Vice Procuratori Onorari, (circa 4 mila, allo stato fra ex GOT e VPO), sia di esempio per tutti ma, soprattutto, per le giovani generazioni affinchè capiscano che, nella vita, si può e si dovrebbe operare anche in assenza di particolari gratificazioni economiche ma, soprattutto, per coscienza ed attaccamento al proprio lavoro.
Ma, tale esperienza, dovrebbe servire anche a non commettere, in futuro, gli errori fatti, ancora esistenti nel presente.
Ho scritto questo breve articolo non per ottenere miglioramenti, che sarebbero più che legittimi, ma affinchè, nella miglior tradizione  della Nostra Categoria, che ha sempre lottato per la gloria, rimanga indelebilmente impressa una esplicita, sempre  rispettosa, richiesta di riconoscimento pubblico per quanto finora da tutti noi profuso con il nostro impegno.

* G.O.P. presso il Tribunale di Torre Annunziata – III Sez. Civile