I mercati sospinti dall’onda lunga della Fed

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Borse asiatiche
L’Asia chiude la settimana in progresso, come confermato dal guadagno intorno allo 0,80% segnato dall’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si apprezza di oltre il 2% nell’ottava e di più del 10% da inizio marzo.
Le migliori performance dell’Asia in questa seduta arrivano dalla Cina. In chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno guadagnato l’1,73% e l’1,53% rispettivamente, per un rally ampiamente superiore al 6% nell’intera ottava. E rimbalza decisamente lo Shenzhen Composite che, dopo avere guadagnato il 3,56% giovedì, chiude con un nuovo balzo del 3,65% la sua seduta.
Più limitato il guadagno di Hong Kong, ma l’Hang Seng avvicinandosi alla chiusura è in progresso comunque di oltre mezzo punto percentuale per un apprezzamento intorno al 3,50% nell’intera ottava (meglio fa l’Han g Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in crescita di circa l’1%).
Positiva è stata la giornata anche per Sydney e Seoul: a fine seduta il guadagno di S&P/ASX 200 e Kospi è stato infatti dello 0,29% e dello 0,21% rispettivamente.

Borsa Usa
A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in rialzo grazie alla debolezza del dollaro. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,90%, l’S&P 500 lo 0,66% e il Nasdaq Composite lo 0,23%.
Il biglietto verde ha perso terreno dopo la decisione della Fed di lasciare invariati i tassi e la prospettiva di due rialzi nel corso del 2016 (contro i quattro inizialmente previsti). A beneficiare del calo del dollaro sono state le materie prime ed in particolare il petrolio, tornato sopra i 40 dollari al barile. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata lo scorso 12 marzo sono cresciute a 265 mila unità contro le 258 mila unità (dato rivisto) della settimana precedente. Gli analisti avevano previsto 268 mila unità.
L’indice Fed Philadelphia Manufacturing è migliorato a marzo a 12,4 punti da -2,8 di febbraio. Gli analisti avevano previsto -1,7 punti. Nel mese di febbraio l’Indice Anticipatore (Leading Indicator), che misura l’andamento dell’attività economica statunitense nei prossimi 6-12 mesi, è cresciuto dello 0,1% su base mensile, risultando inferiore alle attese degli economisti fissate su un incremento dello 0,2%. Sul fronte societario acquisti sul comparto energetico.
Tra i singoli titoli FedEx +11,87%. Il gigante delle spedizioni ha presentato risultati relativi al suo terzo trimestre segnati dal declino dei profitti netti da 628 a 507 milioni di dollari. L’eps rettificato si è però attestato a 2,51 dollari contro i 2,35 dollari del consensus di FactSet. Nei tre mesi i ricavi sono cresciuti da 11,7 a 12,7 miliardi di dollari, contro i 12,36 miliardi attesi dagli analisti. Caterpillar +2,06%. Il produttore di macchine movimento terra ha fornito un outlook per il primo trimestre inferiore alle attese. I ricavi sono stimati tra 9,3 e 9,4 miliardi di dollari mentre l’utile per azione adjusted è previsto a 0,65-0,70 dollari. Il consensus FactSet indica un Eps di 0,95 dollari su ricavi per 10,4 miliardi.
Michaels Companies +12,83%. Il rivenditore di arte e decorazioni ha pubblicato una trimestrale superiore alle attese. Nel quarto trimestre l’utile è cresciuto a 183,7 milioni di dollari (0,87 dollari per azione) da 146,4 milioni dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono aumentati del 4,6% a 1,68 miliardi mentre le vendite a parità di perimetro sono cresciute del 3,1%. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,84 dollari su ricavi per 1,65 miliardi e vendite in crescita dell’1%. Per l’esercizio in corso la società stima un incremento dei ricavi tra l’8% ed il 9% (consensus +4%). Michaels ha lanciato un nuovo programma di acquisto di azioni proprie da 200 milioni di dollari.
Guess -14,35%. Il gruppo di abbigliamento ha presentato risultati relativi al quarto trimestre segnati dal declino dei profitti netti da 53,9 milioni di dollari, pari a 63 centesimi per azione, a 47,8 milioni, e 57 centesimi. I ricavi sono scesi nei tre mesi da 696,7 a 658,3 milioni di dollari. Complessivamente la trimestrale non è stata deludente, considerando che il consensus di FactSet era per 58 centesimi di utile e 657 milioni di ricavi. A deludere, però, è stato l’outlook per l’attuale trimestre. Guess prevede infatti una perdita per azione di 17-20 centesimi di dollaro (FactSet stimava invece utili per azione a 3 centesimi), a fronte di un calo dello 0,5-1,5% dei ricavi a valute costanti (2,5-3,5% considerando anche l’impatto dei tassi di cambio).

Europa
Le principali Borse europee hanno aperto l’ultima seduta della settimana in calo. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,5%, il cac40 di Parigi lo 0,1%, il Ftse100 di Londra lo 0,05% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,3%.

In Germania l’Ufficio di Statistica Destatis ha comunicato che nel mese di febbraio l’Indice dei Prezzi alla Produzione e’ diminuito dello 0,5% su base mensile a fronte di un calo atteso dello 0,2%, ma in miglioramento rispetto alla variazione negativa dello 0,7% della rilevazione precedente. Su base annuale il PPI e’ diminuito del 3%.

Italia
Seduta altalenante per Piazza Affari, ieri, che dopo un avvio in deciso rialzo ha presto lasciato spazio alle vendite. Il Ftse Mib ha chiuso in flessione dello 0,66% a quota 18.608 punti recuperando in parte sul finale in scia all’andamento positivo di Wall Street.
In forte affanno il settore bancario con ribassi superiori al 6% per Mediobanca e oltre -4% per Unicredit e Banca Mps. Peggior performer di giornata è stato Banco Popolare (-14,19% a 6,68 euro) con le nozze con Bpm (-5,56%) che appaiono sempre più difficili complice lo stallo delle trattative con i rappresentanti della vigilanza Bce.
In calo anche Finmeccanica (-1,64%) dopo un avvio incerto complice l’indagine sull’Opa dei giapponesi di Hitachi su Ansaldo Sts sull’ipotesi di aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza in relazione alla cessione da parte di Finmeccanica ai giapponesi della quota del 40% di Ansaldo Sts. Tra i pochi titoli che sono riusciti a schivare le vendite spicca il duo Saipem (+1,27%) ed Eni (+1,79%) sostenuto dai nuovi rialzi del prezzo del petrolio.

I dati macro attesi oggi
Venerdì 18 marzo 2016
GIA Verbali BoJ;
02:30 CINA Indice prezzi abitazioni feb;
08:00 GER Indice prezzi alla produzione feb;
11:00 EUR Indice costo del lavoro T4;
13:00 USA Intervento Dudley (Fed);
15:00 USA Indice fiducia consumatori (Reuters-Univ. Michigan) prelim. mar;
15:00 USA Intervento Rosengren (Fed);
18:00 USA Intervento Bullard (Fed).