I migliori siti dedicati al mondo del lavoro freelance

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Lavoro freelance: ovvero lavoro autonomo. In Italia il termine freelance ha lasciato nel cassetto, da tempo, il romantico significato del “giornalista senza editore”, per passare a essere quello del “lavoratore a partita iva”. 

Così nasce una nuova categoria di giovani e non, capaci di diventare imprenditori di sé stessi, spesso anche di successo. Decidere di aprire la partita iva è una scelta di vita importante ma, nonostante si possa pensare il contrario, coinvolge sempre più italiani. Ad oggi ad essere impegnati come lavoratori a partita iva sono per lo più ingegneri, architetti, geometri ed ovviamente i professionisti della comunicazione. Quasi tutti hanno contratti di collaborazione “a lunga durata”, o addirittura senza limiti di tempo, ed offrono servizi di  altissimo livello ad aziende nazionali ed internazionali.

5 siti ottimi per trovare lavoro freelance

I freelance cercano lavoro quotidianamente e riescono ad ottenere moltissimi incarichi anche solo dal web! Come fare? Su internet si trovano diversi siti che consentono di trovare rapidamente un ingaggio ed essere pagato bene.

Sicuramente i più famosi sono in lingua inglese, idioma fondamentale per chi si lancia nel lavoro autonomo di questi tempi, ma non mancano però le soluzioni nazionali. Esaminiamo i migliori, quelli scelti dalla nostra redazione.

  1. Upwork: una delle piattaforme più note e grandi in assoluto. Ottima per chi lavora nella comunicazione, per i copywriter e gli editor di contenuti, per i grafici ed i programmatori, ma si trovano incarichi di ogni genere. I progetti possono avere prezzo fisso, paga oraria e quanto altro. Esiste poi un apposito software che monitora il tempo di lavoro del freelancer, le recensioni sono ottime e i pagamenti sono puntuali. Una soluzione adottata un po’ da tutti, in particolare prima di avere un portfolio personale. Attenzione, però: la maggior parte di lavori è senza firma e la cessione dei diritti è comunque totale. Va bene sicuramente se si vuole arrotondare e, al contempo, acquisire esperienza nel proprio settore.
  2. Addlance: la migliore piattaforma made in Italy, sicuramente quella più sicura e con i progetti più interessanti e coinvolgenti. Si tratta di un marketplace fondato nel 2014, che ad oggi conta 20 mila iscritti: tantissimi professionisti di tutti i settori hanno mosso qui i primi passi. Addlance è orientata moltissimo al mondo digitale anche se, in ogni caso, essere presenti su questo portale rafforza la possibilità di trovare ingaggi di rilievo anche in campi differenti o più “convenzionali”.
  3. Twago: piattaforma europea che piace moltissimo ai freelance italiani, lo si nota dal numero altissimo di iscritti.  Si tratta di uno dei siti migliori per chi vuole iniziare e non parla benissimo l’inglese. Ideale per programmatori e designer, ma si trovano anche tantissimi progetti per social media manager o copy, un pò meno per altre professionalità.
  4. Linkedin: piattaforma necessaria per tutti i lavoratori autonomi che vogliono proporsi al di là dei confini nazionali. In Italia, infatti, non è ancora lanciata al massimo, per cui solo in pochi, effettivamente, trovano l’ingaggio desiderato. Tuttavia, caricare un curriculum ben fatto, dopo aver creato un profilo su questo social completamente dedicato al lavoro, fa sì che la presenza sui motori di ricerca sia migliore. Poi, attraverso Linkedin, è possibile notare in anticipo alcuni annunci di lavoro ed è per questo che nessuno dovrebbe rinunciare ad utilizzarlo.
  5. Fivver: sicuramente il più smart ed assolutamente il più economico. Qui si trovano freelance di tutto il mondo, capaci di svolgere un lavoro in poco tempo e ad ottimi prezzi. Indicata per piccole consegne e singoli progetti, specialmente per i content editor e per i traduttori.

Lavorare da freelance non è mai una scelta facile: oltre a curare la propria immagine digitale, bisogna essere pronti ad accettare tante sfide, compresa quella fiscale.

Fiscozen: il sito per gestire la partita iva freelance 

Inizialmente si può lavorare anche con la prestazione occasionale, ma qualsiasi freelancer che intraprende collaborazioni “a lungo termine” deve fare i conti con il fisco. Inoltre, non è certo questa la massima ambizione per chi sceglie di essere imprenditore di sé stesso! La prima cosa da fare è, quindi, aprire partita iva: un’operazione semplice e gratuita, da effettuarsi online tramite Fiscozen, un ottimo servizio per i lavoratori autonomi.

Ogni attività è differente: esistono ad esempio le casse professionali, se si è professionisti iscritti ad un albo (ingegneri, architetti, giornalisti, avvocati), mentre vi è la gestione separata INPS per chi, sebbene sia inquadrato come libero professionista, non è iscritto a nessun albo (vedi le nuove professioni).

Fiscozen è il servizio perfetto per chi cerca assistenza ed informazioni per tutto ciò che è necessario, dall’apertura alla gestione della partita iva. Con un abbonamento annuale ad un prezzo sostenibile, ossia meno di 300 euro, il Fiscozen è in grado di soddisfare tutte le esigenze di un freelancer.