I migranti irregolari? Mandiamoli in Barbagia. Bufera sul sindaco di Como

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in foto Alessandro Rapinese

“I migranti irregolari? Ci sono ampie zone deserte della Barbagia che potrebbero ospitarli, mentre si attende che vengano rimpatriati”. La ricetta del neo sindaco di Como Alessandro Rapinese per far fronte all’emergenza immigrazione, annunciata dopo uno stupro nel centro della cittadina lacustre, fa sobbalzare dalla sedia destra e sinistra. E scatena una accesa polemica sul web, dove a commentare non sono soltanto i rappresentanti della Sardegna. “Ho pensato a una parte del Paese sotto abitata, mi spiace che i sardi si siano offesi, era un’iperbole per far capire che nelle zone densamente abitate queste persone fanno disastri”, si giustifica il primo cittadino, secondo cui l’immigrazione “va controllata e gestita” e il Parlamento deve “prenderne atto”. Eletto a sorpresa lo scorso giugno con una lista civica, il 46enne agente immobiliare, e’ convinto che “non debba essere consentita la libera circolazione di chi non ha i documenti in regola, come nel caso del pachistano che ha violentato e ferito una donna in una cabina telefonica a Porta Torre”, ha detto a La Provincia di Como nel commentare il reato per poi proporre la vasta regione montuosa della Sardegna centrale come luogo per ospitare i migranti prima di rimandarli al loro Paese. “Il sindaco di Como sappia che il deserto e’ nella sua testa, non in Barbagia”, attacca Ugo Cappellacci, ex presidente della Regione Sardegna oggi deputato e coordinatore regionale di Forza Italia. Usa lo stesso tono Pier Luigi Bersani, secondo cui “ormai l’inflazione di stupidaggini e’ a tripla cifra”. “Il clima elettorale – aggiunge la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd) – sta offuscando la lucidita’ di giudizio di qualche personaggio in cerca d’autore. Il sindaco di Como sappia che in Barbagia, quando siamo stati chiamati a farlo, noi abbiamo accolto gli immigrati nel migliore dei modi”. Il deputato sardo di FdI Salvatore Diedda invita Rapinese a scusarsi non solo a parole, ma “comprando degli spazi pubblicitari nella sua citta’ e nei quotidiani lariani per pubblicizzare la prossima edizione di ‘Autunno in Barbagia’. Lo aspettiamo per fargli verificare di persona come sia stata infelice la sua battuta, su un tema in cui dimostra la propria incompetenza e un non sopportabile qualunquismo”, aggiunge Deidda insieme al sindaco di Belvi’ e presidente Provinciale di Fdi Nuoro, Maurizio Cadau. “La prossima volta proporro’ di trasferirli su qualche vetta di montagna a 3mila metri. O a Capalbio, localita’ dove saranno accolti con tutti gli onori – replica alle polemiche Rapinese – Qui da noi sono noti i fatti, la cronaca purtroppo racconta spesso episodi di estrema violenza. Ci ricordiamo tutti cosa e’ successo con don Roberto Malgesini”, ucciso da un immigrato a cui forniva aiuto a Como nel 2020. “Il mio Comune non ne puo’ piu’, spendiamo 4 milioni e mezzo per l’accoglienza dei minori non accompagnati – ha proseguito -: lo capiscano a Roma”. Perche’ “sono tutti a bravi a parlare di accoglienza”, ma il Comune di Como “dovra’ reperire altri soldi per coprire un fenomeno sul quale Roma fa finta di niente”. C’e’ apprensione, intanto, per gli eventuali effetti dell’esternazione di Rapinese, che rischia di far salire la tensione sulla prima sfida del campionato di serie B, sabato a Como contro il Cagliari. Alcuni tra i sardi residenti sul lago hanno fatto sapere che preferirebbero sedere nella sezione dello stadio riservata agli ospiti, per manifestare la loro solidarieta’ ai ‘barbagini’ offesi.