I ragazzi del carcere di Nisida sul Blue Marlin II, Cutolo: I beni confiscati diventino opportunità di riscatto

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in foto Michele Cutolo

Vedere un bene sottratto alle mafie trasformarsi in un’opportunità di futuro per i nostri giovani è la vittoria più bella dello Stato e del terzo settore uniti“. Così Michele Cutolo, commissario Entel nonché vicepresidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori e presidente di Napoli Mcl, commentando la ‘nuova vita’ per il “Blue Marlin II”, la barca a vela confiscata alla mafia, che ha preso il largo nel Golfo di Napoli con la partecipazione dei ragazzi dell’Istituto penale minorile di Nisida. L’iniziativa, promossa dall’Entel MCL con la guida di Cutolo, “nasce da un’alleanza concreta tra le istituzioni e il terzo settore, con l’obiettivo di promuovere legalità, educazione e responsabilità” come rileva una nota. Alla cerimonia di consegna hanno partecipato il presidente del Movimento, Alfonso Luzzi, e rappresentanti del Ministero della Giustizia, “a testimonianza del valore simbolico e pratico del progetto, che trasforma un bene confiscato dalla criminalità organizzata in uno strumento di crescita per i giovani”. Il “Blue Marlin II”, una volta simbolo di illegalità, diventa ora mezzo educativo. Grazie a questa iniziativa, i ragazzi di Nisida possono apprendere competenze nautiche, sviluppare lavoro di squadra, disciplina e senso di responsabilità. L’esperienza del mare offre loro la possibilità di riscoprire fiducia in sé stessi e nelle istituzioni, dimostrando che è possibile intraprendere rotte diverse da quelle del crimine. “La Blue Marlin II – aggiunge Michele Cutolo – è la dimostrazione che i beni confiscati non sono solo simboli di legalità, ma possono diventare motori di futuro. A bordo di questa imbarcazione, ragazzi che hanno conosciuto il limite e l’errore scoprono che esiste un’altra rotta, fatta di responsabilità, impegno e rispetto. Per Entel-MCL il progetto è una scelta precisa: stare accanto ai giovani più fragili, offrire loro strumenti reali e non solo parole”.