I Ragazzi ed il sogno Americano

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di Alfonso Vitiello

Il sogno Americano (American dream) è finito.

E come si dice a Napoli hai voluto la bicicletta e pedala…. 
E questo anche darsi la zappa sui propri piedi con il rischio di farsi male… 
Non solo fare male a se stessi ma fare del male al mondo interno, questo è quello che è successo in America e nel resto del mondo. Gli americani inventori della grande distribuzione come pure inventori di internet e tutto il mondo dell’e commerce telematico…
Negli anni sessanta i miei ricordi sono tantissimi, le spedizioni dall’azienda di famiglia verso la D’Elia Usa erano di 30.000 pezzi al mese, ora forse 3.
I miei giri a Providence  (la Vicenza Italiana) città del Rhode Island capitale dell’oreficerie, dove visitavo 10 aziende al giorno ora Providence è una cattedrale nel deserto…
Negli Usa l’hanno definita Apocalypse retail ma oserei dire Apocalisse now…
Le fabbriche chiudono, i negozi piccoli o grandi come i mall chiudono e non c’è via di scampo per il futuro.
Tutti a confronto con la spietata concorrenza del commercio elettronico… e del nuovo modo di fare shopping… seduti al computer…
Chiude J.C. Penney mantenendo aperto solo il 15 % dei suoi grandi magazzini…
Chiude Sear’s si restringe Macy’s… che peccato, anche qui i miei ricordi nella grande mela per il XMas event o meglio il Natale erano bellissimi…
Game stop chiude 150 punti vendita. Lla crisi non risparmia J. Crew e altre catene di retail come Gap e Banana Repubblic.
E qui entra in gioco la grande minaccia del colosso Amazon.
Come afferma Thorbeck, il focus si sposta dalla velocità della moda che lui definisce Disseminazione del rischio. La vera essenza del fast fashion risiede nella possibilità di consegnare il prodotto moda più spesso e con un rischio più basso.
In poche parole manca un passaggio fondamentale per poter sopravvivere nel mondo
universo del retail, una cultura di merchandising basata sulla velocitò e sulla flessibilità.
In Italia invece tutto questo ancora non è successo non c’è nessuna apocalisse al contrario. I centri commerciali aumentano e ovviamente a subire invece questa crisi sono i piccoli negozi di città. Si chiude con un ritmo crescente lasciando desolazione per le strade cittadine.
Secondo Confesercenti i negozi più colpiti sono abbigliamento, seguito da macellerie, profumerie e purtroppo per il mio settore dalle oreficerie gioiellerie.
Secondo alcuni esperti la migliore soluzione resta e Commerce ma forse non è proprio così.
La competività, la velocità, la varietà, le flessibilità, che e commerce ha dato ha fatto sì che lo scenario cittadino sia cambiato. Le famose vetrine di via Roma, del corso Vittorio Emanuele e tante altre strade di ogni città italiana saranno solo cattedrali nel deserto… e hanno i giorni contati se non ci diamo una regolata e non ritorniamo a spendere nelle città e portare benessere nelle casse dei piccoli negozi… dove il contatto umano gli incontri amichevoli, il conversare con gli amici resta sempre un piacevole momento della vita quotidiana.